“Il mare non come oggetto di saccheggio, ma partner di impresa da parte di tutti i suoi fruitori”. Lo ha detto Franco Andaloro, dirigente istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nel corso del workshop “L’impresa della pesca e dell’acquacoltura in Sicilia” all’interno del Blue Sea Land, a Mazara del Vallo.
“A tal proposito – ha annunciato – nei prossimi giorni a Malta, nel corso della riunione mondiale sugli oceani, verra’ presentato un rapporto che parlera’ del mare come un soggetto impresa che vale il Pil di un’intera nazione”. Nel corso dell’incontro esperti del settore hanno discusso sull’impresa della pesca e dell’acquacoltura in Sicilia. Anche se il mare continua ad essere inquinato e saccheggiato, non tutto e’ perduto: sono diverse le misure rivolte al miglioramento del settore e della competitivita’.
“Grazie al Fondo del Mare e della Pesca (Feamp), recentemente istituito – dice Dario Cartabellotta, dirigente generale del dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Siciliana – oggi possiamo parlare di Impresa del mare”. L’acquacoltura, altro tema dibattuto nel corso del convegno, abbraccia anche il settore agricolo. Ad esempio, la pesca sportiva nei laghi rappresenta un business particolarmente importante, dedicato a un turismo sicuramente diverso, ma che registra grandi numeri.


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