Chikungunya, la Regione Lazio: “Niente allarme, rarissime le criticità nel sangue”

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Solo tre sacche di sangue ogni centomila potrebbero presentare criticita’: cifre che non giustificano ne’ allarmismo mediatico ne’ polemiche tra le istituzioni. Ad affermarlo, si legge in una nota, e’ stato il capo della direzione Salute della Regione Lazio Vincenzo Panella, nel corso di una audizione in commissione al Consiglio regionale sul caso Chikungunya.

Panella ha spiegato ai consiglieri regionali il meccanismo della quarantena del sangue prelevato al di fuori di Anzio e della Asl Roma 2, concludendo: “Considerando che le donazioni non si sono mai arrestate e che queste disposizioni sono state assunte lo scorso fine settimana, tra pochi giorni potremo tornare ad utilizzare tutto il sangue prelevato e in ogni caso, per eventuali carenze temporanee, si ricorrera’ alle scorte provenienti da altre regioni”.

“Il focolaio di Chikungunya del 2007 in Emilia Romagna – ha ricordato poi il dirigente regionale – costo’ 16 milioni di euro alle casse regionali e non vorremmo trovarci di fronte a uno scenario del genere se i numeri restassero quelli attuali”: ogni sacca di sangue importata da un’altra regione avrebbe infatti un costo medio di 190 euro e che altri casi autoctoni sono stati ravvisati anche in altre zone d’Italia senza per questo bloccare le donazioni di siero. Molto deciso invece il richiamo a maggiori azioni di contrasto, a livello locale, per limitare la diffusione di insetti adulti di zanzara tigre.

“Questo, come altri virus simili, viene veicolato dal sangue trasportato dalle zanzare – ha concluso Panella – e quindi mi sento di dire, anche per il futuro e per altre patologie infettive, che con meno zanzare ci sara’ un minore rischio di diffusione di epidemie, nel Lazio come altrove”.