La Sardegna chiede lo stato di emergenza per i danni causati alle aziende agricole dalla siccità di quest’anno. Uno stato di secca che permane nonostante l’arrivo dell’autunno. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Pier Luigi Caria, la giunta ha votato ieri la declaratoria, da inviare al ministero delle Politiche agricole, per l’accesso alle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale che interverrebbero sui danni causati dall’eccezionale siccita’ del 2017.
“L’attivita’ di accertamento in campo per la verifica dei danni agricoli- spiega Caria- e’ gia’ stata ultimata per quanto riguarda i pascoli e le produzioni foraggere delle aziende del comparto ovicaprino, mentre per le colture orticole, cerealicole, frutticole, viticole, olivicole, la produzione apistica e gli altri comparti della zootecnia, poiche’ l’evento non e’ ancora concluso, sono ancora in esecuzione le verifiche da parte dell’Agenzia Argea Sardegna”.
Una volta incassato il via libera dal parte del ministero, “e stornate le risorse finanziarie regionali dall’assessorato della Programmazione verso Argea- prosegue l’assessore- potremo procedere e accelerare su tutte le procedure per la partenza del bando e i successivi accrediti ai pastori dei 45 milioni di euro stanziati per l’ovicaprino regionale. La legge che finanzia queste risorse, conclude Caria, “e’ infatti entrata in vigore con la pubblicazione avvenuta sul Buras lo scorso venerdi’ 22 settembre”.
“I danni sono stati causati dalla situazione di estremo stress idrico- spiega la Regione- e dalla persistenza di elevate temperature, superiori alla media del periodo, associata nei primi mesi dell’anno a una forte escursione termica tra il giorno e la notte”.
Prima della siccita’, “le campagne erano infatti gia’ provate dalle condizioni climatiche anomale di gennaio e aprile, con le nevicate del 16 e 17 gennaio, il ciclone extratropicale del 21 gennaio e le gelate della seconda decade di aprile”.
Dai dati della rete pluviometrica regionale è emerso che già nell’annata 2015-2016 sono state registrate piogge inferiori alla media con deficit di circa il 20%. Nell’anno in corso, fatta eccezione per le aree del Flumendosa e della Gallura, si registrano deficit di pioggia che vanno da un minimo del 30% del Campidano a un massimo del 45% del Logudoro. Si pensi che per il Logudoro si tratta dell’anno piu’ siccitoso dall’inizio delle osservazioni nel 1922 e per le altre aree comunque fra i primi casi critici registrati negli ultimi 100 anni. Le precipitazioni registrate da alcuni anni sul territorio regionale sono state cosi’ ridotte che il quadriennio 2013-2017 si sta rivelando come uno dei piu’ critici mai registrati in Sardegna a partire dal 1922.


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