Dall’uragano Harvey a Irma, fino ai terremoti piu’ recenti, sono gli occhi dei satelliti e i dati scientifici gli unici strumenti per riuscire a mitigare gli effetti di questi eventi catastrofici o a organizzare i soccorsi. “Oggi le tecnologie dei satelliti permettono di dare informazioni che permettono di intervenire sul territorio immediatamente per dare supporto in termini di dati e informazioni”: ha detto l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Luca Parmitano, in un forum all’ANSA.
“Se a Houston l’uragano Harvey ha causato soprattutto danni economici e il numero delle vittime e’ stato basso, senza l’allerta reso possibile dall’aiuto dei satelliti i morti avrebbero potuto essere migliaia”, ha osservato l’astronauta, che domani sara’ nel centro dell’Esa in Italia, l’Esrin, per i Copernicur Space Camp, la giornata dedicata ai giovani interessati a studiare l’osservazione della Terra.
“Senza i satelliti – ha proseguito l’astronauta – sarebbe stato impensabile far evacuare l’intera popolazione della citta’, pari a sei milioni di persone; i satelliti hanno invece permesso di individuare le zone piu’ a rischio e di stabilire delle priorita’ nelle zone da evacuare”. Ma c’e’ di piu’: per Parmitano e’ ormai sempre piu’ chiaro che sta nascendo una nuova frontiera dell’esplorazione spaziale: non guarda a Luna e Marte, ma al nostro pianeta. “Oggi – ha osservato – la nuova scommessa e’ osservare i cambiamenti in corso sul nostro pianeta e lo strumento per farlo e’ la scienza, che ci permette di leggere i dati con razionalita'”.


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