Da giorni sui social è polemica: sul banco degli imputati il dolce, caro, vecchio Buondì Motta o perlomeno, il modo in cui la colazione simbolo di moltissimi italiani è stata di recente pubblicizzata. Ebbene sì, non più il classico spot che ritrae l’idilliaca famiglia intenta a consumare insieme il pasto più importante della giornata con un sottofondo di uccellini che volano cinguettando e musica armonica a fare da contorno.
Stavolta l’ambientazione è differente: la bambina corre nel prato di casa verso la mamma, intenta a preparare il tavolo per la colazione ornandolo con dei profumati fiori raccolti probabilmente poco prima. Giunta da lei, con entusiasmo esclama: “Mamma mamma, vorrei una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e golosità”. E la madre, con tono scettico: “Ma non esiste una colazione così cara, possa un asteroide colpirmi se esiste”.
Neanche il tempo di finire la frase che….Boom….Un asteroide la colpisce davvero!
Dopo la messa in onda dello spot è stato boom di polemiche: svariate le persone, molte delle quali mamme, indignate che hanno riversato le loro critiche sulla pagina Facebook del Buondì. E come sempre purtroppo accade negli ultimi tempi, l’Italia si scopre social e paladina delle battaglie frivole.
Basta visitare la Pagina FB di Buondì Motta per leggere critiche come: “Gentilissimi ritengo che il vostro ultimo spot sia terribile, fuorviante, diseducativo e violento. Penso che la vostra importante azienda rifletterà e provvederà a rimuoverlo”, e ancora “VERGOGNATEVI…temo di non aver mai visto pubblicità peggiore in tutta la mia vita…
Una mamma!”, oppure “La vostra ironia è diseducativa. Cambiate agenzia di pubblicità. Come consumatore mi sento offesa”. Non solo, in molti minacciano di boicottare l’azienda, non acquistando più i loro famosissimi Buondì, pur riconoscendogliene bontà e gusto.
Per fortuna c’è anche chi difende a spada tratta l’azienda, sottolineando l’ironia e la genialità di uno spot che parte da un ‘avvenimento’ poco comune, surreale e parodistico (ossia un asteroide che colpisce la Terra ed in particolare proprio la mamma che lo aveva chiamato in causa poco prima) per far sorridere. La verità è che si tratta appunto di una pubblicità e ben venga l’ironia e la diversità se può servire a far riflettere e a far parlare di sé. Se poi riuscisse a scardinare la retorica e i luoghi comuni di cui noi italiani siamo così bravi a vestirci che dire, il risultato ottenuto sarebbe ancora più soddisfacente di ogni più rosea aspettativa.
Perché se è vero che i mezzi di comunicazione hanno un ruolo cardine nell’educazione di grandi e piccini, è altrettanto vero che ironia e diversità sono fondamentali per rendere le masse un po’ meno omologate di quanto non siano. Alimentare un pensiero attivo, dinamico, che sappia prendere alla leggere e giocare sulle frivolezze della vita (come appunto la pubblicità di una merendina), non è diseducazione. Sono ben altri gli argomenti per cui indignarsi.
Per esempio ci si potrebbe indignare ogni qual volta un bambino che non ha studiato viene promosso immeritatamente, anziché gioire per la legge anti bocciatura che regalerà al domani meno cultura e molta più incompetenza. Oppure ci si potrebbe indignare ogni qual volta un medico per sua negligenza uccide un paziente distruggendo, sì in tal caso davvero, la vita di molte persone. E per sempre, non per la durata di uno spot.
O ancora, ci si potrebbe indignare pensando ad una ricostruzione post sisma che, a un anno dal terremoto, non è neanche iniziata, o pensando ai tagli delle pensioni o alla poca sicurezza che a volte degenera in casi estremi, come stupri o violenze varie.
Insomma, di motivi per indignarsi in Italia ce ne sarebbero e non pochi, ma non certo per una pubblicità ironica, che richiama una qualsiasi gag satirica, come una Fantozziata o una scena di Willy E. Coyote.
Oltretutto l’agenzia che l’ha ideata è Saatchi & Saatchi, ossia una tra le più grandi agenzie creative del mercato globale. E adesso chi glielo spiega ai moralisti sotuttoio? La Motta ha deciso di rispondere ancora con ironia a coloro che giudicavano lo spot sessista: e via, altri 30 secondi e boom…Anche il padre viene colpito da un Asteroide!
Del resto è da giorni che se ne parla, e forse Saatchi & Saatchi e Motta sono riusciti nell’intento, anche perché, come diceva Luis Bassat “La pubblicità emoziona, innamora, seduce. Un chilo di pubblicità può contenere 999 grammi di razionalità, ma brillerà e si distinguerà per il suo grammo di follia.”
Ecco a voi i due VIDEO


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