Messico: i volontari di Sant’Egidio in aiuto con pasti caldi ai soccorritori

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“La situazione a Città del Messico è veramente grave, una megalopoli di circa 28 milioni di abitanti messa in ginocchio dalla forte scossa di terremoto: palazzi collassati; un quarto della popolazione ancora senza corrente elettrica; interrotta la somministrazione del gas; si sono aperte voragini e parti di sopraelevate sono crollate. Ora c’è un problema serio di mobilità all’interno della città”.

Descrive così all’Adnkronos la devastazione a Città del Messico Giovanni Impagliazzo, responsabile di Sant’Egidio per il servizio umanitario in America Latina in contatto con i volontari della comunità (“stanno tutti bene”) che nelle zone terremotate portano il loro aiuto con pasti caldi e attività di sostegno ai più piccoli. Anche a Puebla.

“I messicani – continua Impagliazzo – sono un grande popolo, in queste ore di fronte a questa immensa tragedia stanno dimostrando spirito di collaborazione, senza distinzioni di classe. Sono l’uno accanto all’altro. Aiutano le squadri di soccorso tra Vigili del fuoco, Protezione civile ed esercito a liberare le persone ancora intrappolate”.

“I volontari di Sant’Egidio, che in Messico sono circa un migliaio, si sono organizzati per preparare pasti caldi da distribuire alle persone che stanno scavando, in particolare nelle zone sud e centrale della città – sottolinea Impagliazzo. Divisi in squadre, cucinano nelle case e portano cibo a chi sta operando sulle macerie. Lì abbiamo anche tante ‘scuole della pace’ e un gruppo di giovani universitari sono andati a cercare i bambini che le frequentano per farli stare tutti insieme e farli giocare”.

“La situazione a Puebla è leggermente diversa. Ci sono stati meno crolli di palazzi. Anche in questa città siamo presenti: i volontari di Sant’Egidio sono impegnati con attività di sostegno ai bambini per dare loro un po’ di serenità” dopo la devastazione.