“Le piogge ristorano sicuramente il territorio, ma finora non hanno risolto la situazione di siccita’ diffusa, soprattutto per quanto riguarda le riserve idriche”. Lo afferma all’ANSA l’Anbi-Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e acque irrigue. Le precipitazioni hanno comunque dato respiro ai vari bacini ridotti ai minimi e spicca la ripresa del Po, che ha raddoppiato la portata.
Secondo il monitoraggio svolto dall’Anbi, il lago Maggiore e’ al 74% della capacita’ (sopra la media stagionale), il lago di Como e’ al 59,4% della capacita’ (sopra la media stagionale), il lago d’Iseo e’ al 30,7% della capacita’ (e’ quasi tornato in media), il lago di Garda e’ al 19,2% della capacita’ (e’ ancora sotto la media), il Po a Pontelagscuro e’ cresciuto di circa un metro e mezzo, con una portata passata da 550 metri cubi a 1.100, il lago d’Idro, nel bresciano, e’ cresciuto di 10 centimetri, raggiungendo i 55 centimetri, il lago di Massaciuccoli, in Toscana, e’ cresciuto di 28 centimetri, ma rimane sotto il livello minimo per garantire irrigazione ai territori circostanti; i bacini di Mignano in Val d’Arda e Molato in Val Tidone, nel piacentino, restano in emergenza.
“E’ necessario aumentare la resilienza del territorio, trasformando un pericolo in risorsa – dice all’ANSA il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi – In quest’ottica abbiamo presentato, insieme alla Struttura di Missione #italiasicura, il Piano Nazionale degli Invasi, composto da 2.000 bacini soprattutto medio-piccoli da realizzare in 20 anni con un investimento di 20 miliardi di euro; e’ una cifra importante, ma sicuramente inferiore a quanto si spendera’ per riparare i danni da calamita’ naturali, senza considerare l’inestimabile prezzo delle vite umane”.


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