“Parlare con le persone che ancora vivono coraggiosamente nelle zone terremotate dell’altro Lazio, dell’Umbria e delle Marche dovrebbe essere obbligatorio per tutti noi che saremo presto impegnati a votare la nuova legge di bilancio. E’ drammaticamente vero che, dopo la naturale condivisione affettiva con i loro disagi e le loro sofferenze, ben poco sia stato fatto per risolvere concretamente i problemi della gente. La TV ci rimanda spesso immagini di inaugurazioni delle nuove scuole antisismiche o della consegna delle casette, rigorosamente estratte a sorte… Ci trasmette l’immagine di questo i quel ministro in visita ad Amatrice o tutt’al piu’ a Norcia. Ma i paesi in stato di sofferenza grave sono molti di piu’ e quest’anno soffrono anche per la sindrome di abbandono da parte delle istituzioni”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC, in visita nelle zone colpite dal terremoto un anno fa.
“Senza case, senza uffici, senza scuole medie ne’ scuole superiori, ma anche senza strade e con trasportiamo minimi termini. E’ davvero incredibile – continua Binetti – vedere l’immobilismo che si e’ insediato in quelle zone in una specie di sindrome da Deserto dei Tartari. L’attesa si sta facendo esasperante e la politica con le sue promesse appare piu’ lontana che mai. Oggi e’ una bellissima giornata di inizio autunno, ma le montagne intorno sono gia’ coperte di neve.”
“La temperatura si e’ abbassata di parecchi gradi in pochi giorni e si teme l’arrivo delle piogge, che rendera’ ancora piu’ complicata la vita della gente. I bambini, ma soprattutto i ragazzi, faticano a mantenere la loro vita sociale e cio che piu’ costa e’ non sapere quando e come le cose si normalizzeranno. La sensazione di precarieta’ corrode la loro sicurezza e consuma la loro pazienza, i giovani scalpitano per andarsene, ma gli anziani vogliono restare… il lavoro scarseggia e la poverta’ diventa sempre piu’ insidiosa e’ difficile da contrastare”.


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