Terremoto: le Marche ricordano il sisma del ’97 e la buona ricostruzione

Sono trascorsi 20 anni dal terremoto che il 26 settembre 1997 colpi’ l’Umbria e le Marche, due regioni ora alle prese con gli sconvolgimenti del terremoto di un anno fa. Le Marche ricordano – si apprende – quello che accade all’epoca con un incontro pubblico regionale in programma a Fiastra (Macerata) il 26 pomeriggio, che sara’ concluso dalla sottosegretaria Paola De Micheli.

Nel 1997 le due scosse principali furono alle 2.33, con epicentro tra Colfiorito e Cesi (5.6 della scala Richter) e alle alle 11.40, con epicentro tra Colfiorito e Annifo, e magnitudo 5.8. Fortunatamente quel sisma fece un esiguo numero di vittime nel versante marchigiano (quattro persone), ma nella regione danneggio’ 22.000 edifici privati, con 3.740 abitazioni evacuate in 176 comuni, 2.385 chiese e monumenti lesionati, per 8.470 miliardi di lire di danni materiali.

Dopo tre anni pero’ solo 300 famiglie vivevano ancora nei moduli abitativi, i ‘mam’, e la ricostruzione segno’ un modello di efficienza e trasparenza. “1997-2017. I Terremoti e le Marche. Rinascita e ricostruzione” e’ il titolo del convegno organizzato dalla Regione, che ha chiamato a confrontarsi amministratori, tecnici vissero quell’emergenza e sono stati ancora protagonisti nella nuova calamita’.

Al centro del dibattito i due presidenti di Regione Vito D’Ambrosio, Commissario straordinario nel 1997, e Luca Ceriscioli, vicecommissario straordinario oggi. Si cerchera’ di analizzare le conseguenze di ferite cosi’ gravi sul tessuto sociale, economico e geomorfologico del territorio. All’incontro interverranno anche Roberto Oreficini gia’ direttore della Protezione civile regionale nel ’97 e dirigente della Protezione civile nazionale con il sisma del 2016, Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio regionale Ricostruzione, tre sindaci del terremoto di allora di nuovo sindaci oggi, Renzo Marinelli (Castelraimondo), Mauro Falcucci (Castelsantangelo sul Nera) e Pietro Cecoli (Montecavallo). Sono previsti interventi del vescovo di Fabriano mons. Giovanni Russo e di Mauro Dolce, responsabile Rischio Sismico del Dipartimento di Protezione civile.