Dopo giorni di terrore, l’uragano Irma si dissolve in Tennessee, lasciandosi alle spalle un altro uragano in arrivo, una cinquantina di morti e danni fino a 50 miliardi di dollari, che lo rendono uno dei cinque uragani più costosi del Paese.
Insieme a lui anche un mare di polemiche sul cambiamento climatico, che l’amministrazione Trump continua a ignorare. Nel mentre le popolazioni cercano di riprendere a stento una quotidianità sopravvissuta alla distruzione e che deve fare i conti con le prime difficoltà: rischi di infezioni, carenza di cibo, acqua, medicinali e benzina, mancanza di elettricità.
La Florida sta affrontando il blackout più grande mai registrato: 5,5 milioni di utenti senza luce ma anche senza la possibilita’ di usare condizionatori, frigoriferi, forni, lavatrici e tutti gli altri elettrodomestici. Un numero che sale a 7 milioni se si calcolano anche gli altri Stati investiti da Irma: Georgia, sud Carolina e Alabama.
Il bilancio più grave riguarda i Caraibi, dove oggi è arrivato il presidente francese Emmanuel Macron, diretto da Guadalupa alle isole di Saint-Martin e Saint-Barth (11 morti, diversi feriti e dispersi) per solidarieta’ con le popolazioni colpite ma anche per difendere Parigi dalle accuse di inefficienza e ritardi nei soccorsi: il governo francese, ha assicurato, si e’ preparato “diversi giorni prima” e ha messo in atto “uno dei piu’ grandi ponti aerei dalla seconda Guerra mondiale”. Anche Donald Trump è atteso nei prossimi giorni alle Isole Vergini Usa, stando al governatore, ma la Casa Bianca ha precisato che il piano non è ancora stato confermato.


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