Acqua, le Regioni: “9 mld di litri dispersi al giorno, servono risorse”

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In Italia si registra una notevole dispersione dell’acqua potabile immessa nella rete, in particolar modo nel Centro e Sud. Il 60% delle infrastrutture e’ stato realizzato oltre 30 anni fa; il 25% di queste supera anche i 50 anni, il tasso di rinnovo nazionale e’ pari a circa 0,38%. La dispersione e’ di quasi 9 miliardi di litri di acqua al giorno, a causa delle perdite registrate nella rete di acquedotti lunga circa 425 mila chilometri.

Un dato che da solo rende evidente la necessita’ di ingenti interventi di ammodernamento degli acquedotti e di interventi di manutenzione straordinaria. Secondo i dati Utilitalia, gli investimenti realizzati per rimodernare gli acquedotti sono fra i piu’ bassi in Europa.

Questo il quadro delineato da Donatella Spano – coordinatrice della commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e assessore della Regione Sardegna – intervenuta nell’audizione programmata dalla Commissione Ambiente e lavori pubblici della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’emergenza idrica e sulle misure necessarie per affrontarla.

“L’attuale assetto legislativo – ha spiegato l’assessore Spano – prevede che gli investimenti nel settore idrico debbano trovare nel sistema tariffario la principale fonte di finanziamento. La normativa europea prevede infatti che la tariffa copra integralmente i costi di investimento e le risorse pubbliche dovrebbero pertanto rappresentare un sistema integrativo di finanziamento. Un’impostazione che, insieme al deficit strutturale, a fronte dell’esigenza di interventi straordinari, comporterebbe aumenti tariffari insostenibili per l’utente e tempi di realizzazione troppo lunghi. Lo stanziamento medio annuo per gli interventi nel settore idrico finanziati con risorse pubbliche e’ ben al di sotto di quanto necessario”.

Tre le misure urgenti da adottare per contrastare gli effetti della siccita’, secondo le Regioni, sara’ necessario prevedere risorse adeguate per gli interventi strutturali, migliorare l’efficienza delle reti idriche e incentivare l’utilizzo dei reflui depurati.