Con l’autunno parte la campagna controlli dei carabinieri forestali contro le frodi sui FUNGHI, in particolare sui porcini provenienti dall’est ma spacciati per italiani. Arrivano da Francia, Spagna ma prevalentemente da Romania e Russia mentre quelli secchi arrivano in Italia soprattutto dalla Cina e, talvolta, riconfezionati con etichetta italiana perché ”il made in Italy tira di più ed è per questo che la frode più spesso riscontrata è proprio sulla dichiarazione di provenienza” spiega all’Adnkronos Gianluca Baiocchi, comandante della stazione carabinieri forestali di Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno.
La campagna prevede prevalentemente controlli su autorizzazione sanitaria e rintracciabilità del prodotto oltre che verifiche sull’attività di raccolta dei singoli che deve essere autorizzata attraverso un esame che rilascia il patentino, con tassa annuale. Insomma, il fungaiolo ‘fai da te’ viene sanzionato.
”Ogni fungo, prima di essere messo in commercio, viene verificato da parte di un ispettore micologo che ne attesta la commestibilità” spiega all’Adnkronos il colonnello Pierluigi Fedele, comandante del Gruppo carabinieri forestali di Parma, secondo il quale il flusso ingente dei FUNGHI dall’est avviene “anche per il fatto che in quei paesi la raccolta avviene senza regole e con pagamenti a cottimo per chi la effettua. Mentre in Italia – prosegue – le regole sono molto stringenti e le sanzioni sono comminate sin dal momento della raccolta”.
La ricerca dei FUNGHI viene regolata da leggi statali e regionali che indicano le specie, le dimensioni e il quantitativo massimo di FUNGHI che si possono raccogliere, oltre al calendario dei giorni in cui questa attività è consentita. Tali norme vietano la raccolta dei FUNGHI in alcune aree protette e la raccolta nelle ore notturne su tutto il territorio, sia per la salvaguardia dei FUNGHI stessi, sia per motivi di sicurezza. Le violazione delle norme comporta sanzioni di tipo amministrativo che variano a seconda dell’illecito commesso e prevedono la confisca dei FUNGHI raccolti.
‘‘Ogni regione prevede un limite quantitativo di raccolta FUNGHI che va da due a tre chili a persona. Quelli raccolti – spiega Baiocchi – devono essere puliti sommariamente e messi in un cestino o una rete per consentire alle spore sotto il cappello del fungo di cadere e seminare altre spore durante il trasporto nel bosco così da protrarre la specie su altre parti del terreno. Niente buste di plastica, altrimenti il raccolto viene sequestrato”. Alcune frodi scoperte dai carabinieri forestali riguardano i FUNGHI porcini secchi che a volte arrivano da Romania o Bulgaria e spacciati per italiani, rimbustati e rimessi sul mercato a costi ben più alti.
”Il fungo che viene dall’est è uguale a quello italiano – sottolinea Baiocchi – a volte anche migliore. La varietà è la stessa, il sapore dipende molto dal luogo da cui proviene. Un terreno incolto da tanto tempo produrrà dei FUNGHI più belli e più buoni. Le zone boschive dei paesi dell’est sono meno sfruttate rispetto a quelle italiane”. Per quanto riguarda il timore per le radiazioni nei territori dell’Europa dell’Est dopo l’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, il comandante forestale assicura: ‘‘Già in dogana si effettua un primo controllo sulla radioattività perché il fungo assorbe più di ogni altra cosa le caratteristiche del terreno”.
A tutti gli amanti della raccolta dei FUNGHI i Carabinieri forestali raccomandano comunque “particolare cautela” perchè “gli ambienti naturali dove crescono i FUNGHI possono nascondere dei pericoli“, prosegue il colonnello Fedele che aggiunge: “negli ultimi anni sono più i decessi di cercatori che hanno avuto incidenti nei boschi di quelli avvelenati da FUNGHI”. Sono già diverse decine le richieste di soccorso pervenute al numero dei Carabinieri Forestale di Emergenza Ambientale 1515 da parte di cercatori di FUNGHI che, a causa della scarsa conoscenza dei luoghi o delle condizioni climatiche avverse (nebbia e temporali), si perdono nei boschi e a volte si feriscono anche gravemente.
Ecco alcuni consigli utili ai cercatori: documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie capacità fisiche; comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l’escursione; evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso; consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di maltempo non sostare in prossimità di alberi, pietre e oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini.
I Carabinieri suggeriscono di scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura idonea: si consigliano calzature da trekking, indumenti resistenti e leggeri su più strati da mettere e da togliere a fronte delle diverse situazioni, cellulare, torcia e coltellino da FUNGHI; astenersi sempre dalla raccolta di FUNGHI dei quali non si è certi della commestibilità, in caso di dubbi sottoporre il raccolto agli Ispettorati micologici delle Aziende sanitarie locali. Il raccolto giornaliero non deve superare il limite previsto per legge; non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio; pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità; i FUNGHI raccolti, preferibilmente solo esemplari freschi e giovani, devono essere trasportati in contenitori rigidi ed areati. L’utilizzo di sacchetti di plastica non permette infatti la diffusione delle spore fungine nel bosco. La mancanza di areazione causa il deterioramento del prodotto. Infine, in caso di necessità bisogna contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale dell’Arma dei Carabinieri.


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