Chikungunya: incontro tra i medici romani e gli esperti infettivologi per fare chiarezza

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Da mesi è ormai allerta chikungunya, la malattia virale trasmessa all’uomo dalla puntura di un particolare tipo di zanzara tigre. Stamani nella sala Teatro Santo Spirito del chiostro del Commendatore di Roma, si è svolto un incontro informativo, voluto dall’Omceo Roma, dove alcuni esperti hanno deciso di incontrare i medici romani per fornire tutte le informazioni sulla malattia.

Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive, parassitarie immunomediate dell’Iss ed Emanuele Micastri, dell’Inmi Spallanzani di Roma, ha chiarito l’origine della malattia: “La chikungunya e’ un virus della famiglia degli Alphavirus, e viene trasmessa all’uomo tramite la puntura di una zanzara femmina del genere ‘aedes’, come aedes aegypti, che vive in luoghi a clima tropicale, ed aedes albopictus, che preferisce un clima temperato. E’ arrivata in Italia dalla Georgia, negli Usa, nascosta nelle ruote dei tir. Il virus, comunque, e’ originario dell’Africa centrale e non sappiamo ancora se si origini anche in Asia o se venga importato di volta in volta con il cambio delle stagioni“.

Ma quali sono i fattori che hanno contribuito alla diffusione del virus chikungunya? Il dottor Rezza ha chiarito che “la globalizzazione e’ sicuramente una delle cause che ne ha favorito la diffusione. L’uomo si sposta continuamente e con noi lo fanno anche i vettori della malattia, cioe’ le zanzare. Negli ultimi anni il virus si e’ diffuso in altre zone del mondo, come il sud dell’America, ecco perche’ sono aumentati i casi di contagio”.

Riguardo ai sintomi della malattia e’ invece intervenuto il dottor Emanuele Micastri, dell’Inmi Spallanzani di Roma, che ha spiegato: “La sintomatologia che caratterizza questa malattia e’ costituita da febbre e forti dolori articolari, e in qualche caso un rash cutaneo. Il quadro clinico e’ molto sono simile a quello dell’artrite reumatoide, tanto che lo specialista di riferimento in questa fase acuta della malattia e’ il reumatologo e non l’infettivologo”. Per quello che riguarda le linee guida di terapia- ha continuato Micastri- nella fase acuta e’ bene evitare di somministrare cortisone e steroidi. La letalita’ e’ davvero bassa e legata quasi sempre ad una prescrizione inappropriata dei farmaci, o alla comorbilita’, ma ritengo che per tutti noi medici sia importante saper trattare la malattia, perche’ spesso dopo la fase acuta ha causato artriti persistenti”.