Lo scorso anno 411 milioni di persone sono state colpite da disastri provocati da catastrofi naturali. Nella triste top ten della mortalità l‘Italia si piazza al settimo posto, con 299 vittime causate dal terremoto del 24 agosto 2016. Agire, l’Agenzia italiana per la Risposta alle emergenze, in occasione della Giornata Onu per la riduzione dei disastri, che si è celebrata ieri, si unisce alla campagna delle Nazioni Unite ‘Home, safe Home’ e snocciola i dati del rapporto diffuso dal Cred (Centre for the Epidemiology of Disaster).
Il Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), ricordano le ong, stima che dal 1968 al 2014 l’Italia abbia speso circa 120 miliardi di euro per la ricostruzione post terremoti. Una cifra che equivale a 2,4 miliardi di euro all’anno. Il costo della prevenzione per rendere gli edifici pubblici e privati più sicuri e risparmiare vite umane sarebbe stato poco meno di 94 miliardi di euro. Solo le perdite dal terremoto in Centro Italia del 2016 sono state valutate dal Governo pari a 23,5 miliardi di euro.
“L’aumento delle temperature, lo scioglimento dei giacchi in Antartide, l’innalzamento del livello del mare, la siccita’, la desertificazione non sono problemi futuri ma una realta’ da prendere in considerazione oggi”, osserva Alessandra Fantuzi, coordinatrice di Agire, il network di 9 ong di risposta all’emergenze, “il cambiamento climatico non riguarda infatti solo l’ambiente, ma anche la stabilita’ stessa dei nostri governi, delle nostre economie, della nostra salute e il luogo in cui viviamo.“
E continua: “Nel 2016 si sono registrati oltre 24 milioni di nuovi sfollati ambientali, persone che hanno dovuto abbandonare le loro case a causa di disastri naturali e cambiamenti climatici. Solo attraverso la prevenzione e il lavoro di protezione e educazione delle comunita’ piu’ fragili e’ possibile ridurre le vittime e i danni. E’ cio’ che fanno ogni giorno le organizzazioni del network di Agire”.
Lo scorso anno 411 milioni di persone sono state colpite da disastri provocati da catastrofi naturali. Un numero 4 volte superiore al 2015, quando le persone colpite erano 98 milioni. In calo, al contrario, il numero di vittime, passate da 22.000 a 7.600. A livello globale, sono stati 301 i disastri naturali che hanno interessato 102 paesi, provocando 97 miliardi di dollari di danni economici. Alla Cina spetta il triste primato dei decessi, 1.151. Seguono l’India (884 morti) e l’Ecuador (676 vittime causate dal terremoto).


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