Ideato un software che legge la mente: prevede il rischio di suicidio

Ideato un software che legge la mente. In particolare con la risonanza magnetica si possono distinguere individui con idee suicide e anche riconoscere tra questi chi ha tentato veramente il suicidio, rispetto a chi non ha proprio di questi pensieri pericolosi. Lo dimostra uno studio della prestigiosa Harvard University di Boston, realizzato da Matthew Nock.

In collaborazione con gli scienziati dell’Universita’ di Pittsburgh Nock hanno così creato un algoritmo software in grado di leggere in automatico i dati della risonanza e dire appunto chi e’ a rischio suicidio e chi no con elevata accuratezza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour potrebbe in qualche modo far sperare in metodi preventivi onde evitare simili tragedie.

Gli esperti – spiegano – sono partiti da 34 soggetti di cui 17 avevano manifestato tendenze suicide in passato (e in parte avevano proprio tentato il suicidio). Hanno sottoposto l’intero campione alla risonanza magnetica, mentre facevano leggere loro alcune parole (da tre liste di 10 parole ciascuna). E’ stato osservato che in particolare sei delle parole proposte (morte, crudelta’, problema, elogio, spensieratezza, buono) inducono una diversa risposta neurale tra coloro che hanno avuto idee suicide e il gruppo di controllo.

Sulla base delle sei parole ‘chiave’ gli esperti hanno sviluppato un algoritmo per prevedere in automatico chi ha idee suicide e poi hanno implementato il sistema riuscendo a distinguere, tra questi, anche coloro che hanno proprio tentato il suicidio da coloro che non ci hanno mai realmente provato. Se la validita’ di questo sistema fosse confermata su un piu’ ampio campione di individui, davvero un giorno si potrebbe giungere a un software collegato alla risonanza in grado di interrogare la mente delle persone e capire chi, ad esempio tra pazienti depressi, e’ a rischio di togliersi la vita e va quindi aiutato con interventi specifici.