Incendi Piemonte: indagini sulle cause e conta dei danni

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Inneschi rudimentali, non attivati, sono stati trovati tra i boschi della Valle di Susa e del Pinerolese dove, dopo giorni di emergenza, gli incendi hanno concesso oggi una tregua. Per il generale Antonio Ricciardi, comandante dei carabinieri forestali, e’ la conferma dell’origine dolosa dei roghi. Perche’ “incendi di queste dimensioni – dice – non possono che essere causati dall’uomo”.

E, mentre gli esperti del Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo ha avviato le indagini per “individuare le cause esatte e gli eventuali responsabili”, la Regione Piemonte si impegna a stanziare oltre 40 milioni di euro per il recupero ambientale delle aree devastate. Dal 10 ottobre, giorno in cui e’ stata dichiarata la massima allerta, i focolai registrati sono stati 135, con una progressione esponenziale. Si e’ infatti passati dalle 2 segnalazioni del 19 ottobre alle 14 del 22 ottobre.

“Il vento di Fohn e le temperature miti – spiega l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – hanno favorito il propagarsi degli incendi che hanno frequentemente avuto riprese, con nuovi focolai anche dove sembravano ormai spenti”. Il peggio sembra passato, nel Torinese come nel Cuneese, anche se restano ancora attivi alcuni roghi, le fiamme tenute sotto controllo dal lavoro di 120 vigili del fuoco e di circa 60 volontari Aib della Regione Piemonte, che ha vietato per un mese la caccia nelle valli devastate.

“La siccita’ perdurante da diversi mesi, fuori da ogni serie storica meteorologica, fa si’ che l’emergenza perduri”. Nell’autunno piu’ arido dal 1921, soltanto l’arrivo della pioggia mettera’ fine ad una emergenza che ormai va avanti da tre settimane. Nel weekend potrebbe arrivare una perturbazione, ma le previsioni sulle precipitazioni sono ancora incerte. Alcuni focolai si sono riaccesi nella zona di Robordone, nel Canavese, mentre in Valle di Susa sono presenti su due fronti a ovest di Mompantero e a Cumiana il fronte delle fiamme tende di nuovo ad estendersi verso Giaveno. A Roure, nel Pinerolese, il fronte e’ ancora di circa un chilometro. Nella provincia di Cuneo sono attivi incendi a Casteldelfino e Demonte. Case inagibili e persone evacuate non sono segnalate.

“La stima dei danni sara’ fatta in seconda battuta”, dice l’assessore Valmaggia, che ha fatto il punto sull’emergenza in un acceso Consiglio regionale. I Cinque Stelle, che doneranno parte dello stipendio da consigliere regionale ai territori colpiti e ai volontari dell’Aib, accusano il centrosinistra di avere “aver sottovalutato l’emergenza per giorni”.

Ma il presidente Chiamparino, criticato per aver sorriso in una foto scattata durante i sopralluoghi dei giorni scorsi, non ci sta: “Danni alle persone per fortuna non ci sono stati. Non abbiamo vittime, e neppure danni alle case di prima abitazione. Non mi risultano danni a allevamenti, ma ci sono stati danni alle seconde case, e certamente ci saranno danni alla fauna selvatica”, e’ il suo bilancio. “Quel sorriso – conclude – era dovuto al fatto che s’era creato un clima bello nei nostri confronti da parte dei volontari e spesso un sorriso da’ piu’ forza per affrontare i problemi”.