Nobel Fisica 2017, da Einstein alla scoperta delle onde: una vittoria anche italiana

E’ bastato sentire il nome di Rainer Weiss per far distendere i volti degli scienziati italiani che nella sede dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Roma attendevano con ansia l’esito dell’assegnazione del Nobel per la Fisica 2017. Rainer Weiss di MIT, Barry Barish e Kip S. Thorne (entrambi di Caltechch) sono i tre scienziati che questa mattina sono stati premiati con il Nobel dall’Accademia Reale di Svezia per il ruolo di spicco che hanno avuto nella scoperta delle onde gravitazionali.

Sono loro i promotori e i fondatori degli strumenti LIGO (Interferometer Gravitational-Wave Observatory), grazie ai quali è stata realizzata, il 14 settembre 2015, la prima misura di onde gravitazionali, a un secolo dalla loro previsione teorica nella Relatività Generale di Albert Einstein. Nella scoperta, che ha rivoluzionato la scienza moderna, un ruolo di primo piano è stato giocato dall’Italia con l’interferometro Virgo che ha cominciato la presa dei dati a Cascina, vicino Pisa, nel 2007 in una stretta collaborazione con i due interferometri Ligo, in funzione giá dal 2004 negli Stati Uniti: uno a Livingston in Louisiana e l’altro a Hanford nello stato di Washington.

“Come collaborazione Virgo accogliamo con entusiasmo la notizia del conferimento del premio Nobel. La prima rivelazione diretta delle onde gravitazionali annuncia dalla collaborazione Virgo e Ligo rappresenta uno dei risultati più importanti della storia della fisica, e segna l’inizio di una nuova scienza, l’astronomia gravitazionale”, spiega Gianluca Gemme, che coordina la partecipazione dell’INFN al progetto Virgo. “Il premio – prosegue Gemme – è un riconoscimento al talento individuale e al lavoro collettivo di oltre mille fisici, ingegneri e tecnici, provenienti da ogni parte del mondo. L’Italia e i suoi centri di ricerca hanno avuto un ruolo di primissimo piano nella scoperta delle onde gravitazionali”.

Virgo– conclude Gemme – ha rappresentato un grande passo avanti nella tecnologia degli interferometri: è stato il primo rivelatore al mondo capace di scendere alle basse frequenze, aprendo la strada all’americano Advanced Ligo”. Le onde gravitazionali sono molto difficili da rivelare, poiché producono effetti estremamente tenui e i possibili rivelatori vengono attraversati senza assorbirle, ma si contraggono ed espandono in modo solidale nello spaziotempo. Molti fisici, tra cui lo stesso Einstein, non hanno mai creduto che rivelarle fosse possibile.

“Questo premio è uno straordinario riconoscimento per un’intera comunitá“, commenta Giovanni Losurdo, ricercatore INFN responsabile del progetto Advanced Virgo, che ha consentito all’esperimento europeo di unirsi ai due di Ligo. “Una comunitá – prosegue Losurdo – che, per decenni, ha perseguito una linea di ricerca del tutto nuova realizzando macchine come Ligo e Virgo e che +¿ stata in grado di aprire una nuova finestra osservativa sul cosmo: un contributo non solo scientifico, ma al patrimonio culturale universale”. “Siamo appena all’inizio – conclude Losurdo – di una nuova avventura, di cui l’INFN e l’Italia sono tra i protagonisti. Altre scoperte da Nobel certamente seguiranno nei prossimi anni”.

L’INFN è fra i promotori di Virgo sin dalla sua ideazione. Il progetto è nato alla fine degli anni ’80 da un’originale e visionaria idea dell’italiano Adalberto Giazotto dell’INFN e del francese Alain Brillet del CNRS. In Virgo lavorano circa 100 ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, provenienti dalle sezioni di Pisa, Firenze con il gruppo di ricerca di Urbino, Perugia, Genova, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Napoli, Padova, Tifa di Trento e Gran sasso Science Isnstitute dell’Aquila.