Nobel Medicina, l’importanza dell’orologio biologico: se non funziona si rischia dal diabete ai tumori

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I ritmi circadiani controllano una gran parte delle nostre funzioni biologiche, dal ritmo sonno-veglia ai cicli della nutrizione del metabolismo, quindi nulla di più appropriato per un Nobel per la Medicina e fisiologia”. Così lo scienziato italiano Paolo Sassoni-Corsi, direttore del centro di epigenetica e metabolismo dell’University of California a Irvine nonché uno dei massimi esperti di ritmi circadiani commenta all’Adnkronos Salute il NOBEL 2017 per la medicina ai tre ‘papà’ dell’orologio biologico. Se non funziona “si incorre in seri problemi, dall’obesità al diabete ad alcune forme di cancro“.

Ma come funziona il ritmo circadiano? “Funziona – spiega lo studioso raggiunto negli USA- attraverso un complesso sistema di meccanismi molecolari che hanno a che fare con l’attività di geni, il metabolismo e il controllo epigenetico”. Un meccanismo chiave per il controllo delle funzioni fisiologiche: “Quando è deregolato si incorre in sindromi metaboliche, obesità, diabete e persino una suscettibilità ad alcune forme di cancro”.

Negli ultimi 15 anni, spiega l’esperto, si è scoperto che sono migliaia i geni controllati dal nostro orologio, e che ogni cellula del nostro corpo ha un orologio interno. Un meccanismo complesso e delicato, la cui scoperta si deve anche al lavoro di Sassone-Corsi. “Abbiamo scoperto che non solo l’ipotalamo ma anche gli altri organi e le cellule hanno un orologio interno, indipendente dall’ipotalamo”, conclude l’esperto, che conosce personalmente i tre colleghi premiati. “Tutti eccellenti studiosi che hanno contribuito in maniera eccellente a questo campo di ricerca“, conclude.