Obiettivo principale dell’Ican, l’organizzazione della società civile vincitrice del premio NOBEL per la Pace 2017, è l’abolizione delle armi nucleari. Lo strumento principe della campagna è il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari che è stato approvato all’Assemblea Onu lo scorso 7 luglio con 122 voti favorevoli, uno contrario e un astenuto.
“Profondamente preoccupati delle catastrofiche conseguenze umanitarie che deriverebbero da qualsiasi uso di armi nucleari, e riconoscendo la conseguente necessità di eliminare completamente tali armi”, i firmatari del trattato si impegnano a non sviluppare, testare, produrre, trasferire o possedere armi nucleari “in nessuna circostanza”.
E’ vietata anche la minaccia di far ricorso alle armi atomiche. Sono 69 i paesi che non hanno partecipato al voto dell’Assemblea Onu: Fra loro vi sono i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu (Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina), tutte potenze nucleari, e altri paesi che hanno l’atomica o la stanno sviluppando come India, Pakistan, Corea del Nord e Israele. Assenti anche tutti i paesi membri della Nato, compresa l’Italia. L’Olanda, presente in aula, ha votato contro, mentre Singapore si è astenuto.
Al momento il trattato è stato firmato da 53 paesi: Algeria, Austria, Bangladesh, Brasile, Capoverde, Centrafrica, Cile, Comore, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Costarica, Costa d’Avorio, Cuba, Ecuador, El Salvador, Figi, Gambia, Ghana, Guatemala, Guyana, Honduras, Indonesia, Irlanda, Kiribati, Laos, Libia, Liechtenstein, Malawi, Madagascar, Malaysia, Messico, Nepal, Nuova Zelanda, Nicaragua, Nigeria, Palau, Palestina, Panama, Paraguay, Perù, Filippine, Samoa, San Marino, Sao Tomè e Principe, Sudafrica, Thailandia, Togo, Tuvalu, Uruguay, Vanuatu, Stato del Vaticano, Venezuela e Vietnam. Solo tre paesi l’hanno ratificato: Vaticano, Thailandia e Guyana.


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