“L’uragano Ophelia, che sta flagellando l’Irlanda, e’ da poco sceso a Categoria 1, ma e’ ancora molto forte, con venti che possono arrivare fino a 130 chilometri orari. Ed e’ in base al vento che viene fatta la classificazione di fenomeni come questi.
La scala d’intensita’, messa a punto dall’ingegnere Herb Saffir e dal metereologo Bob Simpson nel 1969, si basa sulla misurazione della massima velocita’ continua del vento rilevata a 10 metri di altezza ed e’ divisa in due parti, con due categorie iniziali riservate alle tempeste (da 0 a 62 km/h e da 63 a 177 km/h), seguite da altre cinque per gli uragani, l’ultima delle quali, definita ‘catastrofica’, con venti che superano i 250 chilometri orari.
La scala non tiene in conto effetti collaterali come rovesci d’acqua e inondazioni. Anche i tornado o trombe d’aria, che possono scaturire anche dalle perturbazioni provocate dagli uragani oltre che dai ‘normali’ temporali, hanno una scala di intensita’ di cinque gradi, la scala Fujita, che prende il nome dal professore dell’Universita’ di Chicago che l’ha ideata nel 1971, e che va da ‘debole’ (64-116 km/h) a ‘incredibile’ (420-512 km/h). Contrariamente ai tornado, che si formano all’improvviso e non permettono di allestire difese, l’uragano ha una origine lenta e i suoi spostamenti possono essere seguiti e anticipati.
La stagione, nell’oceano Atlantico, va generalmente da giugno a novembre e viene attentamente monitorata dai satelliti. Gli uragani, cosi’ chiamati nel mondo anglosassone, hanno nomi diversi in altre parti del mondo:”willi willy” in Australia, “baguio” nelle Filippine, ciclone in India, tifone nell’area del Pacifico. Si formano nelle zone tropicali e subtropicali, quando la temperatura del mare raggiunge i 25-27 gradi, formando perturbazioni tropicali che portano in alto l’aria calda e umida.
Questa arrivata in quota si condensa e attira altra aria calda, provocando cosi’ una sorta di reazione a catena. Nel frattempo, le correnti d’aria circostanti cominciano a ruotare in senso antiorario (in senso orario nell’emisfero meridionale) a causa della rotazione terrestre, trascinando con se’ le nuvole della perturbazione.
Quando i venti circolari della perturbazione si stabilizzano raggiungendo i 100 chilometri all’ora, e’ nato un uragano. L’unica zona tranquilla di un uragano e’ il suo centro, l’occhio, ma la zona attorno all’occhio sono di solito quella in cui i venti soffiano con piu’ violenza. Man mano che sale a nord, l’uragano dissipa la sua energia. Giunto sulla terraferma, a causa della frizione dei venti con il suolo, l’uragano comincia a indebolirsi in modo consistente e poi si disintegra, a meno che non venga alimentato di nuovo dal calore e dall’umidita’ del mare.”


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