Pfas, Isde: “Nelle acque è ammissibile solo il valore zero”

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Ammissibile solo il limite zero per le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nelle acque. “I valori proposti dalla Regione Veneto non sono, non possono e non devono essere considerati come protettivi per la salute umana”. Lo denuncia in una nota l’associazione italiana medici per l’ambiente Isde.

“Per le sostanze tossiche e cancerogene, e Pfas sono tra queste, il valore nelle acque ad uso umano, come nelle altre matrici fondamentali per la vita, deve essere zero”, afferma l’Isde. “Qualsiasi valore guida – continua la nota – è infatti privo delle necessarie basi scientifiche e molto spesso rappresenta solo un valore possibile da raggiungere con le attuali tecnologie. Deve essere messo in atto quindi ogni intervento e azione per garantire subito acque salubri e pulite alle popolazioni e in particolare ai bambini, alle donne in gravidanza e ai malati. Da anni la posizione dell’associazione, espressa nella Carta programmatica, è chiarissima in tema di inquinamento delle acque ad uso umano“.

Isde ritiene infatti “che le istituzioni debbano intervenire per contrastare in ogni modo l’inquinamento ambientale e nella fattispecie per eliminare gli inquinanti già presenti nell’acqua ad uso potabile senza ammetterne di nuovi. Non si rende salubre e potabile l’acqua ope legis attraverso decreti regionali, leggi nazionali o direttive europee. L’acqua è salubre e potabile quando non contiene sostanze tali da rappresentare un pericolo per la salute umana e quindi, nella fattispecie, non deve contenere nella maniera più assoluta alcun quantitativo di Pfas”.