Salute, allarme rumore: immersi nel frastuono per il 95% del tempo

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Decibel nemici dell’uomo: bombardano le orecchie degli abitanti delle grandi città, dove la soglia dei 75 decibel, considerata dannosa, viene costantemente raggiunta. Con conseguenze continue: mentre di giorno rendono difficile la concentrazione, di notte disturbano il sonno, diventando motivo di stress e di malattie.

In realtà le cause del rumore sono molteplici: il traffico resta la principale fonte fisica d’inquinamento acustico, provocando da solo piu’ del 50% dei decibel a cui siamo quotidianamente esposti, ma i più fastidiosi e dannosi sono tutta quella miriade di suoni non graditi, che incrementano il rumore di fondo, presente mediamente per il 95% del tempo nelle nostre orecchie, notte e giorno, prodotti dall’ambiente circostante delle nostre case o delle case dei vicini.

A questi temi e’ dedicato il convegno “L’inquinamento acustico” promosso da EuroAcustici in collaborazione con il Dipartimento di Architettura che si terra’ Venerdi’ 20 ottobre presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Universita’ di Roma Tre, dove un confronto tra esperti in materia, soggetti istituzionali e amministrazioni interessate e’ diretto a proporre una linea guida politica e sinergica alla ricerca di soluzioni tecniche, organizzative e legislative compatibili con il miglioramento della qualita’ della vita, la tutela della Salute, lo sviluppo sostenibile e la gestione del territorio.

Oltre all’inquinamento acustico dovuto al traffico, secondo un’indagine di EuroAcustici, i rumori che interferiscono con l’ambiente di vita sono le vere e principali fonti di disturbo e del superamento dei limiti della “normale tollerabilita'” e sono fonte di stress e malattie per la Salute pubblica. Per un italiano su tre, infatti, sono i vicini che, per mancato isolamento acustico delle abitazioni, provocano i rumori piu’ sgraditi.

A risultare piu’ fastidiose sono le attivita’ commerciali, come bar e alberghi, con climatizzatori e frigoriferi, insieme alle discoteche e i pub sotto casa, che popolano la sempre rumorosa movida. Al secondo posto tra i decibel piu’ sgraditi, per un italiano su quattro sono la televisione, la radio, il vociare, il calpestio coi tacchi dei vicini di casa. Poi, le attivita’ industriali e artigianali (le piu’ sgradite secondo il 18,5% del campione) seguite dal traffico, l’inquinamento fisico peggiore per le nostre orecchie ma ritenuto il piu’ fastidioso dal 18,8% degli abitanti.

“Non sono solo i decibel e la durata del rumore il problema, quindi, – spiega il Prof. Mario Mattia, presidente di EuroAcustici – ma anche la propensione del soggetto all’ascolto. Quindi, la musica ad alto volume (110 decibel) nelle orecchie di un ragazzo appassionato di rock, con esposizione limitata nel tempo, non e’ dannosa, ma puo’ essere positiva e terapeutica, mentre risulta intollerabile e stressante per chi, in quel momento, vuole riposare o in ogni caso la subisce senza possibilita’ di controllo. In altre parole, puo’ essere piu’ stressante una goccia d’acqua nel lavandino o la televisione del vicino – suoni di basso livello, ripetuti e non graditi – che una serata in discoteca”.

Ma questo tappeto sonoro in cui siamo immersi e da cui cerchiamo di difenderci distogliendovi l’attenzione, andrebbe invece focalizzato, visto che le conseguenze sulla nostra Salute possono essere importanti. Stress e disturbi del sonno sono di solito i primi sintomi di un’esposizione patologica al rumore da cui derivano aggressivita’ e varie patologie non solo psichiche.

A lungo andare si possono riscontrare forti interazioni con il sistema endocrino, l’apparato cardiovascolare, quello gastrointestinale, respiratorio e riproduttivo, anche con gravi disturbi idiopatici. La legislazione italiana in materia e’ all’avanguardia, ma viene costantemente disattesa, grazie anche alla diffusa ignoranza di tutti noi cittadini. Per quanto riguarda l’edilizia, ad esempio, un isolamento acustico che non risponde ai requisiti previsti dalla legge viene risarcito con una cifra compresa tra il 20% e il 30% del valore dell’immobile, perche’ viene ritenuto danno non sanabile. E’ per questo che e’ importante chiarire cosa deve fare un cittadino quando non sopporta piu’ l’inquinamento acustico o vibratorio.

“Per prima cosa – afferma il Professor Mattia – deve cercare di risolvere bonariamente il problema con chi inquina con un risanamento, se fattibile. Ma se non si risolve in questo modo, basta richiedere una perizia fonometrica ad un qualificato e competente Consulente Tecnico ESPERTO in acustica. In caso di irregolarita’ nei requisiti acustici passivi, la procedura legale che segue e’ di carattere tecnico ed e’ piuttosto veloce”.

“La giornata di lavori vuole essere l’occasione di un confronto aperto non solo con specialisti in acustica – continua il Presidente di EuroAcustici – ma anche con cittadini, consulenti tecnici, avvocati, medici, PP.AA. per approfondire le problematiche, per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema pressoche’ sconosciuto dai piu’, di cui si sottovalutano gli effetti sulla Salute, e spesso non si conoscono i rimedi e gli strumenti di tutela a cui si puo’ ricorrere per prevenire questi problemi”.