Amore e malattia. Quella psichiatrica, che puo’ generare paura, isolamento sociale ma per la quale e’ fondamentale combattere lo stigma. Questi i due fili conduttori del documentario “Cristina il racconto di una malattia”, per la regia di Silvia Chiodin, presentato in Senato per la giornata mondiale della Salute mentale. Il documentario, con la partecipazione di Lella Costa, e’ tratto da un libro di Cristina Marcato, “Non spegnere la luce- viaggio introspettivo in una psicosi”.
Racconta la storia di Cristina, 53 anni, un passato di sofferenza e malattia psichiatrica grave. Attacchi di panico, autolesionismo, allucinazioni olfattive e uditive, tentativi di suicidio ma alla fine un equilibrio. Lei vive a casa col marito Marco, l’amore della sua vita, anche lui affetto da malattia psichiatrica.
“Mi ha colpito questa storia, che riconferma quanto cio’ che ci accade da bambini ce lo portiamo dietro tutta la vita, al punto da modificare il nostro equilibrio- spiega la presidente della Commissione Sanita’ del Senato, Emilia Grazia De Biasi- Cristina ha fatto tutti i gradini della scala del dolore e ha trovato equilibrio e amore”. “Compito delle istituzioni e’ cercare di far sentire le persone meno sole – evidenzia Francesca Puglisi, presidente della Commissione di inchiesta contro il femminicidio- La mia esperienza e’ di tante solitudini nel settore della Salute mentale. Operatori, famiglie, chi affronta la malattia”, ricordando che “un terzo della popolazione ha a che fare con problemi di Salute mentale a diverso grado di gravita’, che vanno portati alla luce per affrontarli accogliendo”. “Credo che la fragilita’ non sia debolezza ma grande forza” aggiunge la regista Silvia Chiodin. Mentre il fratello di Cristina, Stefano, evidenzia che persone come lei hanno bisogno di “una vita dignitosa”.


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