Accertamenti dei carabinieri del Noe sono in corso a Torino su richiesta della procura, che sull’inquinamento atmosferico nel capoluogo piemontese ha in corso un’inchiesta. Ai magistrati, nei giorni scorsi, e’ stato consegnato il primo esito di un’indagine epidemiologica, svolta da un docente universitario di Firenze, da cui risulta che il tasso di mortalita’ e’ piu’ elevato di quello atteso. Un precedente studio effettuato dall’Arpa Piemonte (non in ambito giudiziario) fissa in circa 900 i morti provocati ogni anno a Torino dallo Smog.
Il fascicolo e’ stato aperto lo scorso aprile dopo l’esposto – ben documentato – di un esperto in valutazioni di impatto ambientale. Nella denuncia si afferma che “Torino si trova da almeno dieci anni in una situazione di illegalita’ per quanto riguarda le concentrazioni di Pm10”. “Le fonti di emissione di particolato in atmosfera sono prevalentemente da attribuirsi al traffico veicolare, con un contributo prevalente di motori diesel, in una Citta’ che ha il tasso di motorizzazione fra i piu’ elevati d’Italia”.
Lo studio dell’Arpa, citato nella denuncia, parla di “speranza di vita dei cittadini ridotta di 22,4 mesi”. L’esposto invita la procura ad accertare eventuali responsabilita’ di Comune e Regione, i cui atti, nel corso degli anni, non sarebbero stati sufficienti sotto numerosi profili. Per quel che riguarda l’amministrazione comunale in carica, sono chiamate in causa una delibera del 13 dicembre 2016 e una successiva del febbraio 2017. Si procede per “inquinamento ambientale”, un reato introdotto nel codice penale nel 2015, che prevede condanne dai due ai sei anni.
La primavera scorsa la Commissione europea lancio’ un “ultimo avvertimento” all’Italia in merito al problema dello Smog: una delle aree del territorio nazionale maggiormente interessate era quella di Torino. Il comunicato di Bruxelles, diffuso il 27 aprile, e’ stato acquisito dai magistrati.


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