Terremoto: a Berlino il racconto del recupero delle opere ferite

Oggi all’Ambasciata d’Italia a Berlino, guidata da Pietro Benassi, due architetti e una restauratrice dell’Istituto superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma (Iscr), Maria Elena Corrado, Stefania Argenti e Francesca Capanna, hanno raccontato la situazione post sisma. In particolare hanno spiegato la difficilissima opera di recupero, in corso da un anno, fra le macerie di due gioielli dell’architettura rinascimentale umbra: le chiese di San Benedetto, a Norcia, e quella di San Salvatore in Campi. Entrambe colpite dal sisma dell’italia centrale. E la rivoluzione avvenuta nel metodo dell’intervento, ordinato per la prima volta in piena emergenza.

Quel sisma ha rappresentato un momento di svolta nell’approccio al recupero delle cosiddette “opere ferite”: “dopo la scossa del 24 agosto 2016, infatti, ci sono voluti solo due giorni perche’ il ministero dei Beni culturali emanasse una direttiva per prevedere l’intervento immediato sui beni culturali e artistici danneggiati“, ha spiegato la Corrado. Per programmare una strategia giusta sono stati inoltre preziosi i numeri forniti dall’incrocio della “Carta del rischio” e della piattaforma “Vincoli in rete”. “E’ stato cosi’ possibile arrivare a un drammatico bilancio: nelle 4 regioni colpite dal Terremoto, sono stati danneggiati 6.725 beni immobili e ben 70.033 beni mobili”.