Uragano Maria, i vescovi: “Emergenza a Porto Rico, demoliti ma non annientati”

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A circa dieci giorni dal passaggio dell’uragano Maria, che ha fatto seguito al precedente uragano Irma, l’isola di Porto Rico è ancora in una situazione di piena emergenza. La tempesta tropicale – si legge in una nota dell’agenzia Sir – ha causato al suo passaggio almeno dodici vittime, mentre nei giorni successivi ha ceduto la diga di Guajataca, nel nordovest del Paese.

L’acqua ha invaso le cittadine di Quebradillas e Isabella, i cui 70mila abitanti erano stati in precedenza evacuati. Ancora in questi giorni sono continui i black-out elettrici, le linee telefoniche ed internet funzionano ad intermittenza e i senzatetto sono migliaia. Scarseggiano carburante e medicinali. In questa situazione la Conferenza episcopale portoricana ha reso noto una lettera pastorale, firmata dal presidente, mons. Roberto Octavio González Nieves, arcivescovo di San Juan de Puerto Ricom e dal segretario generale, Eusebio Ramos Morales, vescovo di Caguas, e intitolata ‘Demoliti, ma non annientati’.

Nella lettera, inviata al Sir dall’arcivescovo, che per posta elettronica conferma le difficoltà nei collegamenti, vengono espressi “dolore nel vedere tanta sofferenza nei volti della nostra gente”, auspicando però che la ferita diventi “occasione di unità e rinascita”. Scrivono i vescovi: “Si tratta di una ferita che condividiamo anche con tutte le popolazioni della zona caraibica e degli Stati Uniti, colpite dagli uragani Harvey, Irma, Katia e Maria. Da giorni abbiamo iniziato a ricevere messaggi di solidarietà di tanti fratelli e sorelle provenienti da tutto il mondo”.

“Attraverso i canali ufficiali, i mezzi di comunicazione, le parrocchie e con l’aiuto di molte persone, sono iniziati ad emergere i dati sulla devastazione e la distruzione del nostro arcipelago portoricano, in particolare la perdita di vite umane, i gravi danni riportati dalle nostre abitazioni, chiese, scuole, colture, animali. Questi dati in modo graduale ci rendono consapevoli che la nostra vita non sarà più come prima”, aggiungono i porporati. Rimane però l’invito, rivolto alla popolazione, a non abbattersi di fronte agli eventi atmosferici che hanno aggravato la già difficile situazione economica: “La rinascita richiede un impegno per la nostra terra: siamo suoi amministratori e non suoi depredatori. Amiamo le nostre valli, i mari, i fiumi, le montagne, che con noi sono tanto generose. Sviluppiamo una cultura che rispetti il dono della creazione”.

Riguardo alla ricostruzione, i vescovi scrivono ancora: “È nostra ineludibile responsabilità storica, e ciascuno di noi è chiamato a portare il suo piccolo chicco di grano nella ricostruzione di Porto Rico. Sogniamo e operiamo come un popolo unito, corresponsabile e protagonista della sua storia”.