Sulle politiche per il clima “l’Italia parte da una posizione piu’ avanzata di altri paesi. Non accetto lezioni sulle rinnovabili dai francesi, che hanno il nucleare, o dai tedeschi, che hanno il carbone. Noi siamo il paese europeo che ha la maggiore percentuale di rinnovabili nella produzione elettrica”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo agli Stati generali della green economy in corso a Rimini.
Il ministro ha elencato i provvedimenti del governo italiano per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Ue nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima (al 2030 -43% di emissioni di gas serra dall’industria rispetto al 1990, -33% da trasporti e riscaldamento, 27% di rinnovabili nel mix energetico, miglioramento del 27% dell’efficienza energetica).
“Abbiamo fatto la Sen (Strategia energetica nazionale), la strategia dell’economia circolare, la strategia per lo sviluppo sostenibile, la strategia per gli adattamenti climatici – ha detto Galletti -. Messe insieme, in pratica propongono agli italiani un piano strategico industriale da qui al 2030”. Il problema nelle politiche ambientali e climatiche in Italia, secondo il ministro “e’ la governance del processo. O si porta a Palazzo Chigi un forte coordinamento dei vari ministeri interessati, o si perde la strada. Questa sara’ la sfida della prossima legislatura”.


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