La stampa 3D ha gia’ un successore: quella in 4D, che alle 3 dimensioni dello spazio aggiunge quella del tempo. Si basa su uno speciale inchiostro ‘attivo’ che stampa oggetti capaci di ricordare la forma originaria, cambiarla quando vengono sollecitati dal calore, per poi riuscire a tornare indietro nel tempo e recuperarla. Presentata sulla rivista ‘3D Printing and Additive Manufacturing’, la nuova tecnica si deve a tre ricercatori del Politecnico Federale di Zurigo, Marius Wagner, Tian Chen, e Kristina Shea.
Le prime applicazioni potrebbero riguardare componenti aerospaziali, che potrebbero essere trasportate in uno stato compresso, risparmiando spazio, per cambiare forma una volta arrivate a destinazione. Il risultato si basa su una precedente ricerca condotta sempre dallo stesso gruppo, ma adesso e’ stato fatto un passo in avanti: e’ stato usato come inchiostro un materiale costituito in gran parte da aggregati di molecole artificiali, che e’ gia’ in commercio e si puo’ utilizzare anche con le stampati 3D low cost.
Questo, ”e’ un risultato interessante – ha rilevato Diego Manfredi, dell’Istituto Italiano di Tecnologia -Center for Space Human Robotics – perche’ rispetto ai tentativi fatti finora, la stampa 4D puo’ cominciare a uscire dai laboratori di ricerca e rivolgersi alle aziende” . L’inchiostro usato permette agli oggetti stampati di modificarsi se esposti a un cambiamento di temperatura, ‘gonfiandosi’ fino al 200% del volume originario. Poiche’ il processo e’ reversibile gli oggetti possono anche tornare ‘indietro nel tempo’ e recuperare la forma originale.


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