L’innalzamento del livello dei mari minaccia sia le popolazioni che vivono lungo la costa atlantica degli Stati Uniti che le infrastrutture e i migliaia di siti archeologici o di interesse storico, “memoria” del passato americano. Secondo un’analisi dell’Universita’ del Tennessee pubblicata su Plos One il mare che si alza per effetto del cambiamento climatico mette a rischio fino a 13 mila siti archeologici lungo la costa sud-orientale americana gia’ entro la fine di questo secolo.
Di questi almeno mille – spiegano – sono inseriti nel registro nazionale di luoghi storici come importanti proprieta’ culturali. Tali siti, spiegano i ricercatori, potrebbero finire sott’acqua con un incremento del livello del mare di un metro. Tra i numerosi siti che potrebbero andar persi, spiega all’ANSA David George Anderson, uno degli autori della ricerca, ci sono luoghi in cui hanno vissuto i Nativi e i primi coloni. Ci sono luoghi icona come Charleston, Jamestown o il Kennedy Space Center. Tutti “a rischio anche con incrementi minimi del livello del mare, dell’ordine di 1-3 metri”. Tali proiezioni per lo scienziato dovrebbero indurre a considerare nei piani di mitigazione dell’impatto dell’innalzamento dei mari anche il patrimonio storico nazionale a rischio scomparsa.


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