App, scambi di informazioni con sistemi informatici, visite virtuali per discussione dei dati in remoto, sono tutti strumenti che possono offrire un sostegno concreto per la cura del diabete. La conferma dell’importanza delle soluzioni digitali arriva dagli esperti che hanno partecipato all’evento ‘Insieme in Lombardia per la giornata mondiale del diabete’, incontro realizzato a Milano con il Patrocinio della Regione e della Societa’ Italiana di Diabetologia e il contributo di Johnson & Johnson Diabetes Care Companies.
L’iniziativa aveva come obiettivo quello di dar voce a tutti gli attori impegnati nella lotta alla patologia diabete. Per questo le istituzioni e tutte le principali societa’ scientifiche e associazioni di pazienti si sono riunite al fine di tracciare una panoramica sulle condizioni attuali e sulle prospettive future dell’assistenza offerta ai circa 500mila lombardi che convivono con questa malattia.
Un dato che diventa ancor piu’ preoccupante se si considera il numero di cittadini che rischiano di ammalarsi, o che si sono gia’ ammalati pur non sapendolo ancora: solo in Lombardia, si stima che circa 150mila residenti ignorano di essere affetti dalla patologia. Il diabete e’ una condizione che minaccia non solo la salute dei cittadini, ma anche quella delle casse dello Stato, dal momento che per curarlo la Regione spende 1 miliardo di euro all’anno.
Una fotografia complessa – spiegano – che ha contribuito a favorire l’organizzazione dell’evento alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre), campagna mondiale istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ proprio allo scopo di sensibilizzare e informare la popolazione globale sulle problematiche correlate alla malattia. Nel corso dell’iniziativa gli esperti hanno rilevato che – oltre la prevenzione e l’educazione terapeutica – un valido supporto nella gestione della patologia puo’ giungere dalle soluzioni digitali. Secondo quanto emerso, 6 italiani su 10 possiedono uno smartphone, mentre il 12% dei cittadini e’ proprietario di un tablet.
Tra questi, una parte di utenti naviga alla ricerca di informazioni relative all’ambito della salute: il 40-60% dei pazienti e’ connesso per valutare le possibilita’ di trattamento della patologia di cui e’ affetto o semplicemente per comunicare con il proprio medico, mentre il 20-30% della community cerca un supporto emotivo/psicologico o di stimolare l’attenzione al problema.
Tra le diverse soluzioni digitali che sono al momento disponibili per supportare le persone con diabete, i relatori hanno ricordato anche le App che, pur non sostituendosi all’educazione terapeutica e al rapporto con il medico, possono comunque offrire un sostegno concreto, contribuendo per esempio alla condivisione di alcuni dati con il medico curante. A conferma dell’utilita’ di questi strumenti, l’International Diabetes Federation (IDF) ha raccomandato alla classe medica di acquisire sempre maggiore familiarita’ con il mondo delle App, al fine di ottimizzarne l’utilizzo; in aggiunta, una serie di reviews e metanalisi hanno mostrato evidenza nel controllo del diabete di tipo 2, in particolare riferimento per i pazienti giovani.
Un progresso tecnologico che apre nuovi possibili scenari per la diabetologia del futuro, con scambi di informazioni piu’ regolari tra centro e paziente, visite virtuali per discussione dei dati in remoto, riduzione della necessita’ di controlli per le complicanze con raggiungimento controllo metabolico e conseguenziale diminuzione delle spese e dei costi sociali.
Di recente la Regione Lombardia ha affrontato il problema delle patologie croniche, prevedendo gia’ a partire dai prossimi mesi l’attivazione di una serie di nuove modalita’ di presa in carico del paziente diabetico. Tale approccio, che si discosta dai modelli tradizionali, consiste nella riorganizzazione della filiera erogativa fra ospedale e territorio attraverso la presa in carico della persona, che diventa elemento centrale del percorso e ha fra gli obiettivi principali l’eliminazione della frammentazione dei processi.
In quest’ottica la teleassistenza – concludono – puo’ rappresentare un’ottima opportunita’ per incoraggiare la persona con diabete a elevare le sua capacita’ di autogestione della malattia, con la potenzialita’ di ridurre le visite non programmate o non necessarie e gli eventuali accessi al pronto soccorso. Infine, gli esperti hanno rilevato come la prevenzione possa rappresentare uno tra gli strumenti principali per contenere l’emergenza diabete: adottare le buone abitudini della dieta mediterranea per favorire il calo di peso, trenta minuti al giorno di attivita’ fisica moderata per tutti i giorni, sono alcune delle sane abitudini che possono aiutare nella prevenzione alla patologia.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?