Controllare l’umore: impiantati nel cervello i primi chip in grado di farlo

L’Intelligenza artificiale può fornire un valido aiuto nella terapia dei disturbi dell’umore. Per la prima volta sono stati sperimentati sull’uomo dei chip programmati per decifrare l’attivià cerebrale legata all’umore e al comportamento. I chip rilasciano cosi’ degli impulsi elettrici, che danno uno ‘shock’ positivo al cervello, facendolo ritornare ad uno stato di salute.

La ricerca, coordinata dall‘Agenzia per la ricerca del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (Darpa), e’ stata presentata al congresso della Societa’ di Neuroscience a Washington, come segnala la rivista Nature. I ricercatori hanno lavorato insieme al gruppo dell’universita’ della California di San Francisco, guidato da Edward Chang, e a quello del Massachusetts General Hospital di Boston, guidato da Alik Widge, per arrivare ad una terapia di soldati e veterani con depressione e disturbo post traumatico da stress. Tutti gli studiosi hanno provato le loro tecnologie in esperimenti su persone con epilessia, che hanno gia’ elettrodi impiantati, in modo da registrare le reazioni del cervello quando viene stimolato.

I ricercatori californiani hanno cosi’ presentato la prima mappa di come l’umore viene codificato nel cervello. Lo hanno fatto su sei persone epilettiche, di cui e’ stata tracciata l’attivita’ cerebrale e l’umore per 1-3 settimane. Hanno cosi’ sviluppato un programma per decodificare e distinguere i cambiamenti dell’umore della persona dall’attivita’ cerebrale, facendo emergere alcuni schemi. Il prossimo passo sara’ provare il nuovo sistema sull’uomo.

I ricercatori di Boston invece, anziche’ rilevare un umore o malattia mentale particolare, hanno mappato l’attivita’ cerebrale legata ai comportamenti presenti in piu’ disturbi, come la difficolta’ a concentrarsi e a provare empatia. Nei test, hanno stimolato il cervello dei volontari quando venivano distratti da una serie di compiti, come associare le immagini di numeri o identificare le emozioni sui visi. La resa dei volontari nei test e’ cosi’ migliorata.