Marocco, incubo siccità: il re invita il popolo a pregare per chiedere la pioggia

Anche il Marocco è provato dalla siccità, tanto da aver deciso di a pregare per la pioggia. Stamani, con il sermone del venerdi’ in tutte le moschee del paese, i fedeli si rivolgeranno ad Allah nella speranza di ottenere dal cielo l’acqua che dovrebbe ridare vita all’agricoltura e quindi all’intera economia del regno.

Lo ha chiesto il re Mohammed VI che ha invitato la popolazione a raccogliersi in preghiera “al fine di implorare l’Onnipotente di diffondere le sue benefiche piogge sulla terra”. L’agricoltura sostiene quasi il 40% della popolazione marocchina e rimane di gran lunga il maggiore contribuente al Pil (oltre il 15%), superando turismo e industria. Il ministro dell’Agricoltura, il miliardario Aziz Akhannouch, aveva risposto questa settimana alle interrogazioni dei parlamentari che riassumevano le preoccupazioni dei cittadini.

“Anche se il ritardo delle precipitazioni persiste fino a dicembre, non influenzera’ la campagna agricola”, ha rassicurato promettendo “diverse misure” e “programmi per sostenere gli agricoltori”. “E’ prematuro parlare di siccita’, ma se non ci saranno ancora precipitazioni a meta’ dicembre, la situazione diventera’ critica”, ha detto un funzionario del ministero che ha chiesto l’anonimato. Secondo i resoconti dei media locali, gli aerei della Gendarmeria saranno utilizzati per la semina delle nuvole, un metodo che provoca artificialmente la pioggia iniettando cristalli di sale. Un tentativo per uscire da un incubo che potrebbe condizionare in modo pesante l’anno venturo.