La scienza spiega la Bibbia: Giosuè non fermò il sole, era “solo” un’eclissi

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E Giosuè fermò il sole: lo racconta la Bibbia, come uno dei miracoli più noti, lo racconta la Chiesa, per la quale rappresentava la prova schiacciante che Galileo sbagliasse e che andava condannato per le sue teorie. Ma oggi, ha deciso di raccontarlo anche la scienza, attraverso uno studio pubblicato di recente: esso dà una spiegazione logica alle gesta di Giosuè che ferma il Sole. Si tratta, semplicemente, di un’eclissi solare. La prima mai registrata.

Il passaggio è contenuto nell’Antico Testamento, nel Libro di Giosue’ (10:12,13). Secondo la Bibbia, il miracolo avvenne durante la battaglia contro gli Amorrei a Gabaon, quando Giosue’, dopo aver guidato il popolo a Canaan, per avere una vittoria completa sul nemico sconfitto e in fuga, si rivolse al Sole dicendo: “O sole, fermati su Gabaon, e tu o luna, nella valle di Aialon”. E cosi’ “si fermo’ il sole e la luna rimase immobile finche’ il popolo non si vendico’ dei nemici”.

Secondo lo studio pubblicato all’inizio del mese dal periodico scientifico Astronomy and Geophysics e intitolato “Solar eclipse of 1207 BCE helps to date pharaohs”, una nuova interpretazione del passaggio suggerisce che l’evento più che mistico è scientifico: una tipica eclissi solare anulare che fa apparire il sole piu’ grande della luna, con tanto di corona luminosa introno al disco nero.

Oltretutto, spiegano gli autori Colin Humphreys e Graeme Waddington, l’eclissi si sarebbe verificata il 30 ottobre del 1.207 a.C. durante il regno di Ramses II, meglio conosciuto come Ramses Il Grande. Una datazione che mette d’accordo i principali esperti di egittologia specializzati nel regno di Ramses II.

“Il testo fa riferimento a un’eclissi solare”, sostengono gli autori dello studio. “Poiche’ un’eclissi solare si verifica solo quando la luna si trova tra la terra e il sole, la luna non e’ visibile e in questo modo non riflette la luce solare sulla terra”. Se l’ipotesi dovesse essere giusta, confermerebbe anche l’ipotesi che il miracolo (della scienza) sarebbe avvenuto a Gabaon, l’attuale Al Jib, villaggio a 10 chilometri da Gerusalemme.

L’intuizione e’ arrivata con una lettura alternativa dei fatti. Secondo Colin Humphreys professore del Dipartimento di Scienze dei Materiali e Metallurgia dell’Universita’ di Cambridge e co-autore del paper, “la traduzione moderna inglese, che si basa su quella del 1611, afferma che il sole e la luna si fermarono. Tuttavia, partendo dal testo originale abbiamo capito che le parole avevano una doppia interpretazione: gli astri avevano smesso di splendere. In questo contesto, la testimonianza degli ebrei potrebbe essere collegata a un’eclissi solare”.

Ad avallare la tesi c’e’ anche il fatto che la parola che traduce “fermarsi” ha la stessa radice di quella usata nei testi babilonesi per indicare l’eclissi. Quanto al passaggio degli ebrei a Canaan tra il 1500 e il 1050, altre prove sono fornite dalla Stele di di Merenptah o Stele d’Israele ritrovata nel 1896 da Flinders Petrie presso il tempio funerario di Merenptah a Tebeed.

Attualmente e’ conservata al Museo egizio del Cairo. Il passaggio e’ noto soprattutto per aver ‘incastrato’ Galileo Galilei condannandolo nel 1633 dal Sant’Uffizio all’abiura per le sue ‘eresie’ legate alle sue concezioni astronomiche contrarie alla filosofia aristotelica e alle Sacre Scritture. Dovettero passare 359 anni affinche’ la Chiesa riabilitasse e chiedesse scusa al padre della scienza moderna.

Lo fece nell’ ottobre del 1992 papa Giovanni Paolo II, in occasione della sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze dichiaro’ che erano stati commessi degli errori sancendo la, conclusione dei lavori di un’apposita commissione di studio da lui istituita nel 1981. Ai tempi di Galileo la concezione dominante era quella tolemaica che affermava che era il Sole a girare intorno alla Terra. La teoria era in linea non solo con il pensiero di Aristotele ma anche con il senso comune. A cio’ si aggiungeva inoltre il passaggio biblico di Giosue’ in cui il profeta fermo’ il moto del Sole.