Rarissime, difficili da cogliere e diagnosticate spesso in ritardo: sono le trombosi infantili, malattie rare che colpiscono 1 bambino su 50mila, e con una maggior frequenza – 1 su 10mila – in quelli ricoverati in ospedale. Grazie al Registro italiano sulle trombosi infantili (Riti), creato nel 2010, e’ stato possibile sapere che ci sono stati almeno 720 di questi casi fino al 2015. Lo spiega all’ANSA Paolo Simioni, dell’universita’ di Padova e co-fondatore del registro, di cui ora viene lanciata una nuova versione. I casi di trombosi infantile possono aversi sia nei bambini che nei neonati, in gravidanza o poco dopo la nascita.
“Sono piu’ frequenti nei piccoli ricoverati in ospedale, soprattutto nei reparti di terapia intensiva, con problemi cardiologici o tumori”, spiega Simioni. I tempi per la diagnosi di ictus e trombosi cerebrali sono diversi rispetto agli adulti, dove sono piu’ facilmente identificabili. “Possono esserci dei casi di ictus in utero, di cui non ci si accorge per mesi. Lo si deduce da ritardi nello sviluppo cognitivo”, continua Simioni.
Anche nei neonati spesso passano inosservati, “possono manifestarsi con piccole convulsioni o sopore. Man mano che i bimbi crescono, possono esserci emiparesi o disturbi dei nervi cranici, piu’ simili ai sintomi dell’adulto”, prosegue. Sono patologie curabili, ma una mancata diagnosi puo’ avere gravi conseguenze.
“Con il registro – aggiunge Simioni – abbiamo raccolto dati preziosi, con la collaborazione di tutti i centri pediatrici ospedalieri italiani. Ora i medici iniziano a diagnosticare di piu’ questi casi”. Da un paio di mesi e’ stata lanciata la nuova piattaforma del registro, che verra’ finanziata anche con la vendita dell’Agenda del cuore 2018 dell’Associazione lotta alla trombosi (Alt), che aderisce al Black Friday. Ordinando 5 agende, Alt ne regala 2. “Tanti casi vengono diagnosticati per un maggior interesse del pubblico sulla trombosi – conclude Lidia Rota Vender, presidente di Alt e co-fondatrice del Riti – e questo grazie anche alle nostre campagne”.



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