Clima e punto di non ritorno: lo racconta Michel Comte, in Triennale a Milano

La Triennale a Milano si veste di nuovo: “Black Light, White Light”, la grande installazione silenziosa di Michel Comte. Luci, possibilità oltre la barriera dell’inconsapevolezza che alle volte genera perfino più mostri rispetto al sonno della ragione. Michel Comte racconta senza mezzi termini il cambiamento climatico che stiamo vivendo, al fine di sollecitare scelte diverse, per un futuro che, dice lo stesso fotografo e artista, sia orientato verso la luce.

Tra il blu delle luci, le sculture e il ghiaccio, Comte costruisce sostanzialmente un’emozione a più livelli che vuole essere un monito sul “punto di non ritorno” che si è raggiunto, ma al tempo stesso professa fiducia nella tecnologia, ma anche nella bellezza della visionarietà.