Corea del Nord, il segretario Usa Tillerson: “Interruzione dei test missilistici per iniziare i colloqui”

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Il segretario di Stato statunitense Rex Tillerson ha sollecitato la Corea del Nord a portare avanti la “cessazione” dei test sulle armi per consentire ai due paesi di tenere colloqui sui programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Tillerson ha partecipato alla ministeriale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) su Non proliferazione e Corea del Nord che si è tenuta ieri a New York.

Le osservazioni di Tillerson – spiegano – sono state diverse da quelle rilasciate all’inizio di questa settimana quando si era offerto di iniziare colloqui diretti con la Corea del Nord senza precondizioni, allontanandosi dalla condizione necessaria per gli Stati Uniti, secondo cui Pyongyang deve innanzitutto rinunciare al suo arsenale nucleare prima di qualsiasi negoziato.

“Il governo degli Stati Uniti non intendere avviare alcun negoziato con la Corea del Nord, fino a quando quest’ultima non avrà dato prova di un cambio significativo di atteggiamento e condotta nell’interazione con la comunità internazionale”, aveva subito chiarito la Casa Bianca, smentendo cosi’ l’incondizionata apertura al dialogo formulata dal segretario di Stato nel corso di un discorso al think tank di Washington Atlantic Council. “Dato il più recente test missilistico di Pyongyang, chiaramente questo non è il momento” di intraprendere trattative, ha dichiarato un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa.

“L’amministrazione e’ unita e insiste nell’affermare che qualsiasi negoziato con la Corea del Nord dovrà attendere sino a quando il regime non avrà fondamentalmente migliorato il proprio comportamento”, ha dichiarato il funzionario della Casa Bianca. “Come affermato dallo stesso segretario di Stato, ciò include, ma non si limita, alla fine dei test balistici e nucleari”. Durante il discorso pronunciato martedì, però, Tillerson non aveva citato la fine dei test come prerequisito per l’avvio del dialogo, limitandosi a dichiarare che “sarebbe difficile parlare” con Pyongyang se quest’ultima decidesse di effettuare nuovi lanci balistici, e che “un periodo di quiete” sarebbe necessario a garantire “discussioni produttive”.

Tillerson aveva dichiarato che gli Stati Uniti sono disponibili a parlare con la Corea del Nord quando il paese sara’ pronto, ma che Pyongyang dovrebbe arrivare al tavolo dei negoziati pronta a compiere “scelte che cambino il corso dei suoi programmi nucleare e missilistico”. Tillerson ha anche precisato che gli Usa sono “militarmente pronti a rispondere a qualsiasi minaccia nordcoreana” e che le Forze armate statunitensi sono state allertate ad intervenire. Il segretario si e’ detto fiducioso di poter giungere al tavolo dei negoziati, ma se la diplomazia e le sanzioni fallissero, ha spiegato, gli Stati Uniti sarebbero costretti “per colpa di Pyongyang ad un’azione militare preventiva”. Se cosi’ fosse, ha aggiunto, “avrei fallito, e non voglio fallire”.