Ferrovie: opera di alta ingegneria per il rinforzo del ponte sul Reno 

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Primo intervento al mondo di retrofit di un ponte ferroviario esistente su un’azienda di Orvieto, la Ceprini costruzioni Srl. Si tratta di un progetto di consolidamento in cemento e acciaio reso possibile applicando le piu’ avanzate tecnologie dei ponti sospesi. L’opera di alta ingegneria civilistica e’ stata eseguita dalla Ceprini sulla tratta ferroviaria Bologna-Padova gestita da Rete Ferroviaria Italiana, all’altezza di Poggio Renatico (Ferrara), su un ponte del 1860 che attraversa il fiume Reno, ricostruito, a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, nel 1947.

Il progetto, teso al miglioramento della sicurezza, e’ stato sviluppato da Rfi e, attraverso una complessa e accurata sequenza di fasi costruttive, ha portato alla realizzazione delle opere di rinforzo sia delle sottostrutture (costituite dalle fondazioni, dalle pile e dalle spalle di appoggio) che delle sovrastrutture del ponte (composte da travate reticolari in acciaio indipendenti).

L’intervento e’ stato materia di un convegno presso la facolta’ di Ingegneria di Bologna organizzato dal Collegio Ingegneri ferroviari italiani, che ha visto tra gli altri gli interventi del presidente dell’Ordine degli Ingegneri del capoluogo emiliano, Andrea Gnudi, del preside sezione Cifi Bologna, Massimo Del Prete, degli ingegneri di Rfi, Luca Cavacchioli, Vincenzo Cefaliello, Gloria Imbroglini, Gianluca Nestovito. Presenti anche gli ingegneri della Ceprini Costruzioni, Vincenzo Spagnoli e Alessio Curti e il patron dell’azienda orvietana (che oggi conta 300 dipendenti), Franco Ceprini.