Maltempo, Emilia Romagna flagellata: dopo l’esondazione del fiume Enza si va verso la normalità 

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Il giorno dopo l’esondazione del fiume Enza che ha allagato Lentigione e delle piene degli affluenti emiliani del Po, la situazione sta lentamente tornando sotto controllo. Gli effetti dell’ondata di Maltempo nei giorni scorsi continuano pero’ a creare disagi: nel Bellunese, a Perarolo di Cadore, c’e’ stata paura per il movimento di una frana. L’allarme e’ rientrato, ma le famiglie evacuate resteranno comunque fuori dalle loro case per precauzione Fra gli effetti del Maltempo anche i disagi, continuati per tutta la giornata, per la mancanza di energia elettrica in molte case dell’Appennino emiliano, soprattutto nei comuni montani e collinari delle province di Parma e Piacenza.

A Sondrio, invece, un uomo di 54 anni e’ morto travolto dalla sua auto, mentre aiutava la moglie ad uscire dalla rampa dei garage di casa ricoperta di neve e ghiaccio. La donna era scesa dalla vettura tirando il freno a mano per chiamare il marito e quando l’uomo e’ arrivato l’auto e’ scivolata indietro schiacciandolo contro la serranda del box. Gravissime le lesioni ai polmoni che non gli hanno dato scampo. A Lentigione, paese del comune di Brescello (Reggio Emilia) finito sott’acqua, si lavora invece per riparare l’argine del fiume che si e’ rotto provocando l’esondazione, ma anche per consentire il progressivo rientro nelle proprie case degli abitanti al piu’ tardi entro una settimana, compatibilmente con gli esiti delle verifiche dei vigili del fuoco.

La ripresa delle attivita’ produttive verra’ invece valutata caso per caso, in funzione dei tempi di verifica dei danni provocati dalle acque sugli impianti. L’acqua tracimata ieri dal fiume, si sta, infatti, sensibilmente ritirando anche grazie al taglio programmato dell’argine del Canalazzo di Brescello a Ponte Alto di Lentigione. Nella zona allagata sono rimaste 78 persone, delle quali alcune che non intendono abbandonare le proprie abitazioni.

Tutte sono state comunque individuate e poste in sicurezza, facilmente raggiungibili dai soccorritori. La Regione ha stanziato due milioni per i primi interventi di urgenza, in attesa di formalizzare la richiesta dello stato d’emergenza al governo. I carabinieri, invece, hanno intensificato i controlli antisciacallaggio. In attesa di cominciare la conta dei danni provocati dalle esondazioni, si registrano intanto i record storici per le piene degli affluenti di sinistra del Po.

Ieri, nel Modenese, il Secchia ha raggiunto alle 12 a Ponte Alto la piena di 10,55 metri superando il massimo di 10,27 del dicembre 2009. Nel Parmense, a Colorno, il Parma ha superato il colmo di piena con 9,49 metri (rispetto al 9,14 del 2014). Sono passate senza conseguenze, invece, le piene nel Piacentino e del fiume Reno nel Bolognese, che resta comunque sotto osservazione. Passato anche il colmo di piena dell’Enza a Sorbolo (Parma) con un livello di 12,47 metri, superiore ai due massimi storici raggiunti nel febbraio 2016 (11,63 metri) e nel 1974 (12,20 metri).