Natale, Genova: “Ora il pranzo della tradizione si fa al ristorante”

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E’ in aumento l’uso di fare il Natale fuori casa, al ristorante. C’è un’inversione di tendenza è vero a livello locale ma è un uso ormai abbastanza diffuso anche a livello nazionale. I nuclei familiari sono molto più piccoli, magari ci si incontra in una tavolata per 6 o per 12 ed è più comodo sedersi ad un tavolo e festeggiare con un po’ di relax”. A spiegarlo, all’Adnkronos, è Alessandro Cavo, vicepresidente Ascom di Genova, presidente per la Liguria del Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – e storico titolare dell’omonimo ristorante nel cuore del centro storico della città oltre che della storica Pasticceria Liquoreria Marescotti-Cavo.

Cavo ha commentato così i dati che riguardano l’aumento dei locali aperti nel centro città il giorno di Natale, a disposizione di chi sceglierà il ristorante per il pranzo di famiglia del 25 dicembre. Numeri e prenotazioni in crescita su Genova così come l’offerta.

“E’ il secondo Natale che facciamo al ristorante – sottolinea Cavo – quest’anno abbiamo scelto di avere Luca Collami a cucinare per il pranzo, uno dei migliori cuochi liguri, per dare un valore aggiunto alla nostra clientela“. Per quanto riguarda le prenotazioni il target a Genova è composto non solo da famiglie liguri ma anche da tanti turisti.

“La gran parte dei ristoranti in città saranno aperti – prosegue Cavo – con menù che vanno dal tradizionale all’innovazione. C’è intenzione in generale di cogliere l’opportunità anche perché siamo in un’epoca in cui il lavoro occorre prenderlo quando si presenta. Un tempo era una città abituata, per quanto riguarda la ristorazione, a lavorare molto di più sugli affari e adesso si sta spostando sul turismo e ha capito che se vuole lavorare deve stare aperta. Questo con il massimo rispetto per i colleghi che hanno scelto di chiudere”.

“Con Collami – spiega ancora il vicepresidente di Ascom Genova – un grande della cucina ligure, c’è la tradizione ma anche un’interpretazione della tradizione stessa. Un baccalà preparato con le cime di rapa, una lattuga ripiena che richiama i nostri piatti storici e poi il cappon magro. Alla fine uniamo i nostri amaretti di Voltaggio. L’intenzione è dare un respiro nuovo alla tradizione”.

Complice il turismo la città si prepara alle feste, con eventi che proseguiranno dopo il Natale e fino al 31 dicembre.“Si arriva alle feste con una certa stanchezza – conclude Cavo – e ora c’è la possibilità di pranzare al ristorante. Inoltre Genova in questi giorni è piena di turisti, con grande presenza di francesi e italiani. Ormai è una città d’arte da conoscere al pari delle altre, siamo passati dall’essere una moda ad essere una meta classica. Anche perché marcatamente quest’anno la città è meno sobria, più illuminata, con tanti eventi. Essenzialmente si lavora su prenotazione, ci sono famiglie, coppie che passano per Genova per ragioni di viaggio. E c’è molta curiosità per la nostra cucina”.