Con i suoi 60 anni, che non sente affatto di avere, e con tre missioni all’attivo, Paolo Nespoli sa che per lui sara’ “difficile continuare ad essere un astronauta attivo: non vedo missioni future“, ma “forse ‘chissa’!”. Di sicuro “non e’ finita!“: nel primo collegamento al rientro dalla missione Vita, organizzato da Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Agenzia Spaziale Europea (Esa), AstroPaolo parla del suo futuro: “verra’ momento in cui lascero’ l’Esa – ha detto – e fin da adesso voglio cercare di capire che cosa fare da grande”.
Non si sente certamente un eroe, come ha sempre detto, ma un “lavoratore dello spazio”: “mi sento a mio agio in questo ruolo, ma non in quello dell’eroe, mi piacerebbe fare ancora un po’ l’idraulico spaziale e continuare a dare il mio contributo”. In che modo non lo sa ancora: “sono in un momento di cambiamento, vedremo. Per il momento posso dire mi diverto. Mi sto guardando attorno per capire quali sono le possibilita’“.
Il suo programma a breve termine prevede ancora qualche settimana dedicata ai test e alla riabilitazione: al momento i muscoli del collo sono quelli che danno piu’ fastidio e gli richiedono piu’ fatica, cosi’ come gli manda la “pace assoluta” che gli dava il “galleggiare nel sonno”. La riabilitazione psicologica non e’ meno faticosa: “per esempio i miei figli, di otto e quattro anni, non piu’ abituati a vedermi in casa, ora dovranno avere a che fare anche con me”.
AstroPaolo sta poi affrontando tanti incontri tecnici, poi si prendera’ una vacanza e in febbraio prevede di essere in Italia: “mi piacerebbe tornare a parlare nelle scuole e alla gente“, ha detto. A lungo termine, invece, guarda con interesse al turismo spaziale, che considera una possibilita’ concreta nella quale le aziende private possono giocare un ruolo di primo piano. “Chissa’, fra 20 anni tornare in orbita come turista ...”, e alla domanda su quale delle tre missioni della sua carriera consideri la piu’ bella non resiste alla tentazione di rispondere: “La quarta, chissa’!“.


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