Cancro, un nuovo studio sul meccanismo che attiva la metastasi potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali

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Un ricercatore dell’University of Hawaii Cancer Center ha identificato come alcune cellule cancerose si muovano durante la metastasi. La ricerca fornisce una migliore comprensione di come si diffonde il cancro e potrebbe creare nuove opportunità per lo sviluppo di farmaci contro i tumori. La metastasi provoca la morte del 90% dei pazienti colpiti da cancro. La diffusione del cancro attraverso la metastasi è guidata da un set di proteine mutanti chiamate oncogeni, che fanno sì che le cellule cancerose si moltiplichino in modo incontrollato e che favoriscono la loro abilità di movimento. Il modo in cui l’attività degli oncogeni indirizza direttamente il movimento e la metastasi è estremamente complesso e resta abbastanza sconosciuto.

Joe W. Ramos, vice direttore dell’UH Cancer Center, e i suoi collaboratori si sono concentrati sull’analizzare come questi oncogeni e i relativi segnali portino ad una irregolarità dei normali processi all’interno delle cellule e attivino il comportamento estremamente mobile e invasivo delle cellule tumorali. I risultati definiscono un meccanismo in cui gli oncogeni attivano una proteina chiamata RSK2, necessaria affinché le cellule cancerose si muovano. Ramos e i suoi colleghi hanno scoperto che la proteina RSK2 forma un “centro di segnali” che include le proteine chiamate LARG e RhoA. Attivando questo centro di segnali si attiva anche il movimento delle cellule tumorali.

Questi risultati fanno avanzare significativamente la comprensione di come le cellule tumorali si muovano durante la metastasi e potrebbero fornire obiettivi più specifici per creare farmaci in grado di bloccare la metastasi nei pazienti in cui ci sono mutazioni oncogeniche. Ramos ha dichiarato: “Questi nuovi dati sono eccitanti. Bloccare l’invasione del cancro e la metastasi resta una sfida centrale nel trattamento dei pazienti. Anticipiamo che questa ricerca potrebbe portare a nuove opportunità terapeutiche per i tumori al cervello, per il melanoma e per il cancro al seno, tra gli altri”.