Titano o cometa 67P? La Nasa sceglie la prossima destinazione 

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Il 2017 è stato un anno all’insegna dell’Astronomia e dello Spazio, con molti progetti realizzati che hanno visto, tra gli altri, anche l’Italia in prima linea. Solo qualche giorno fa l’Astronauta Paolo Nespoli è rientrato sulla Terra, rendendo l’Italia particolarmente orgogliosa del suo rappresentante.

Ma nella scienze, e ancora più nell’Astronomia, la vera sfida è pensare al futuro. La Nasa si sta quindi preparando alla sua prossima missione: ‘morsicare’ la cometa  67P/Churyumov-Gerasimenko oppure ‘ronzare’ intorno a Titano, la piu’ grande luna di Saturno? Sono questi gli obiettivi di ‘Caesar‘ e ‘Dragonfly‘, i due progetti finalisti del ‘talent’ con cui la Nasa sta scegliendo la destinazione della sua prossima missione robotica da 1 miliardo di dollari, che sara’ lanciata entro il 2025.

In gara vi erano 12 progetti, che sono stati analizzati agenzia spaziale statunitense lo scorso aprile nell’ambito del programma ‘New Frontiers’ e dai quali sono poi state selezionate queste due proposte. Il programma ha già promosso missioni scientifiche di grande rilievo come quella della sonda New Horizons su Plutone e di Juno su Giove.

Il primo progetto finalista ‘Caesar’ (Comet Astrobiology Exploration Sample Return) e’ stato ideato dall’astronomo Steve Squyres, della Cornell University di New York, e si propone di “riportare sulla Terra dei campioni della cometa 67P, il famoso ‘fossile’ del Sistema solare gia’ oggetto di studio della missione Rosetta dell’Agenzia spaziale europea (Esa). L’analisi dei gas volatili e delle polveri provenienti dall’interno del suo nucleo – spiega – potrebbero svelare informazioni preziose per ricostruire la nascita e la storia del nostro sistema planetario.”

Il secondo progetto finalista ‘Dragonfly‘, coordinato da Elizabeth Turtle della Johns Hopkins University nel Maryland, si prefigge invece di inviare su Titano un veicolo quadricottero, simile ad un drone, che volerebbe come una libellula posandosi su dozzine di potenziali siti di atterraggio per valutarne composizione chimica e abitabilita’. La missione dovrebbe raggiungere Titano nel 2034, per poi liberare la libellula robotica pronta a saggiare dune, fiumi e laghi di metano liquido ed etano alla ricerca degli ‘ingredienti’ della vita.

Nel 2018 entrambi i progetti riceveranno un finanziamento dalla Nasa per perfezionare ulteriormente i loro piani, in vista della sfida finale, che nella primavera del 2019 decretera’ il vincitore.