Gli impianti di riscaldamento incidono complessivamente per oltre il 30% sulla qualita’ dell’aria (i 2/3 in termini di Co2 e il 25% circa sulle polveri sottili). Lo ha sottolineato il presidente dell’associazione Impianti tecnologici dell’Unione Industriale di Torino (Ait), che raggruppa oltre 170 imprese e circa 3 mila addetti.
“La posizione dell’Ait, che comprende installatori e manutentori di impianti termici – ha spiegato – e’ favorevole al rispetto delle norme vigenti sulla corretta installazione degli impianti, sul loro conduzione e sulla loro manutenzione che vanno eseguiti a norma di legge da personale esperto e qualificato. Data la complessita’ della normativa sugli adempimenti previsti, le imprese piu’ strutturate sono quelle maggiormente in grado di garantire la corretta esecuzione dei lavori e il rispetto delle norme”.
A tre anni dall’entrata in vigore in Piemonte del Catasto Impianti Termici e delle recenti modifiche in materia di sanzioni al proprietario, al manutentore o all’installatore, il convegno e’ stata l’occasione per fare il punto sull’effettivo funzionamento di tale strumento. Dalle prime verifiche effettuate e’ emerso, un numero preoccupante di non conformita’, nell’ordine del 30% o piu’ dei casi esaminati.


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