Emergenza Smog, Italia la peggiore d’Europa: “Servono misure urgenti”

Nella lotta all’inquinamento atmosferico ad avviso di Legambiente “e’ urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale sia a livello locale e regionale, ma anche ripensare le citta’ e la mobilita’. Una sfida che la prossima legislatura deve assolutamente affrontare”.

In sostanza, osserva il responsabile scientifico dell’associazione ambientalista, Giorgio Zampetti, “e’ necessario passare a un piano nazionale per riportare la qualita’ dell’aria a livelli non nocivi per la salute”. “L’Italia – spiega Zampetti – e’ in procedura di infrazione per il mancato rispetto dei limiti di PM10 (polveri sottili) e NO2 (biossido di azoto) ed e’ una delle nazioni, insieme ad alcuni Paesi dell’Est, che sta piu’ debolmente, e senza continuita’ e azioni strutturali, affrontando il tema della definitiva uscita dalle periodiche e ripetute emergenze smog”.

Secondo l’esperto dai “blocchi estemporanei della circolazione e dai generici inviti ad abbassare il riscaldamento delle abitazioni, e’ necessario passare a un piano nazionale, cambiando radicalmente gli stili di mobilita’ urbana, investendo sull’efficienza e sul risparmio energetico degli edifici, integrando gli obiettivi di abbattimento dei gas serra e quelli di riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle politiche energetiche nazionali, bloccando il consumo di suolo e l’artificializzazione del territorio”.

Legambiente ricorda che nello smog le “lacune sono croniche: stando ai dati Eurostat nel 2013 oltre il 60% della popolazione in Italia residente nelle aree urbane e’ stata esposta a concentrazioni di PM10 al di sopra del limite giornaliero consentito dalla legge (50 microgrammi/m3 da non superarsi per piu’ di 35 giorni in un anno). Se paragonata rispetto alla media europea, che si aggira intorno al 16,3%, la percentuale del nostro paese e’ decisamente troppo elevata. Secondo le ultime stime dell’Agenzia ambientale europea pubblicate nel 2017, l’Italia per il 2015 ha il triste primato legato alle morti per PM2,5 (circa 59.500)”.