“Se non si cambiera’ passo adottando misure davvero drastiche ed efficaci anche il Piemonte sara’ chiamato a pagare pro quota pesanti sanzioni europee”. Lo afferma Legambiente che oggi ‘Mal’Aria’, il dossier annuale sull’inquinamento atmosferico in Italia.
“Siamo ancora in attesa – dice Fabio Dovana, presidente per Piemonte e Valle d’Aosta dell’associazione ambientalista – che la Regione, dopo piu’ di 3 anni di gestazione, approvi il nuovo ‘Piano regionale antismog’ e che tanti sindaci, anziche’ fare la danza della pioggia, recepiscano le seppur limitate misure previste dal protocollo padano antismog e attuino a livello locale provvedimenti strutturali a favore di una mobilita’ nuova“.
I Comuni inadempienti, secondo i dati diffusi da Legambiente, tra i 44 aderenti all’accordo sul protocollo interregionale, sono ancora 16 “nonostante l’emergenza costante per tutto il periodo invernale. Soltanto Torino ha deciso di estendere i provvedimenti antismog anche ai veicoli diesel Euro5 ma non e’ stata seguita da nessun altro Comune piemontese. Dal report Mal’Aria emerge che, “nel 2017 in ben 6 capoluoghi piemontesi su 8 e’ stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo”.


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