“Responsabilità e libertà” di ricerca come pilastri per difendere il ruolo della scienza e degli scienziati nell’era moderna, al fine di consentirle di offrire un contributo “imparziale e metodico”, senza filtri verso il pubblico né interferenze del potere, a società e politica. Sono questi i concetti chiave della lezione di Elena Cattaneo, senatrice a vita e accademica di fama internazionale, ospite questa settimana all’Università di Cambridge dell’Italian Society per una relazione dal titolo ‘Science & Politics in Italy: building opportunities for an uneasy alliance’ tenuta nella Keynes Hall del King’s College di fronte a decine di studenti e docenti del prestigioso ateneo britannico.
Nel suo intervento – in cui non sono mancati un riferimento e un omaggio a Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano di Cambridge ucciso atrocemente due anni fa in Egitto mentre vi svolgeva un periodo di studio – la senatrice Cattaneo, farmacologa e biologa alla Statale di Milano, ha parlato della passione per la scienza che l’ha sostenuta durante tutta la vita e delle sue ricerche sulla malattia di Huntington, dalla codificazione della patologia alle piu’ recenti speranze con terapia genica.
Tra gli argomenti anche il ruolo degli scienziati nella società moderna e delle iniziative Elena Cattaneo ache essi possono e debbono intraprendere per rimuovere quelle pratiche scorrette che rischiano di danneggiare il bene pubblico. Soffermandosi quindi sulla condizione della ricerca in Italia, Elena Cattaneo ha sottolineato come, malgrado l’attività di brillanti ricercatori, lo Stato non sia in grado di mettere a disposizione procedure e fondi nella misura necessaria a garantire un livello di qualità diffusa adeguato. Ha inoltre denunciato una certa resistenza a incorporare l’evidenza scientifica nelle decisioni politiche. Ma non ha mancato per altro verso di ntare come anche singole esperienze possano contribuire, con l’impegno e l’integrità personale, a innescare un circolo virtuoso per migliorare questo stato di cose.


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