A scrutare il rientro incontrollato della Tiangong-1 è una rete di 5 telescopi cui 1 dell’Italia, 2 della Francia, 1 della Spagna ed uno della Germania. “È la prima volta che si attiva un coordinamento europeo ” di questo tipo per il rientro di satelliti e loro frammenti dallo spazio.
A metterlo in evidenza sono state la Protezione Civile e l’Agenzia Spaziale Italiana che oggi, rappresentate dal capo del Dipartimento Angelo Borrelli e dai fisici Asi Claudio Portelli e Ettore Perozzi, hanno incontrato la stampa per fare un punto sul rientro del ‘Palazzo Celeste’, nella sede operativa della Protezione Civile a Roma.
“Per la prima volta quattro Paesi europei si stanno coordinando” su attività che riguardano lo spazio ed il rientro sulla Terra di un detrito spaziale , ha evidenziato il capo ufficio stampa dell’Agenzia Spaziale Italiana, Pina Piccirilli. Del resto, “proprio mentre entrava in vigore l’ora legale, un altro detrito spaziale è caduto sulla Terra ed è stato anche filmato”.
Il telescopio italiano che sta ‘seguendo’ la Tiangong-1 si trova in Sardegna e, oltre ai 5 telescopi, a monitorare il rientro della stazione cinese ci sono anche radar di tracciamento, sensori di tracciamento e sensori ottici, è stato spiegato dagli esperti Asi. “Questa è una novità assoluta ” ha aggiunto Piccirilli.
A livello mondiale, inoltre, a scrutare il rientro della stazione spaziale cinese ci sono ben 13 agenzie spaziali al lavoro e la fascia di caduta dei detriti è 44 gradi Nord e 44 gradi Sud
Con la vicenda della Tiangong-1, “ciò che sta accadendo-ha chiarito ancora il fisico dell’Asi Ettore Perozzi- è che ci stiamo tutti, cittadini compresi, rendendo conto, stiamo acquistando consapevolezza, che siamo una ‘società spaziale’, quindi, come è accaduto per il traffico aereo, stiamo iniziando come Agenzia Spaziale Italiana ha rendere questo scenario attivo” è più concreto.


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