E’ stata eseguita questa mattina l’autopsia sul corpo di Nicole, la bambina di 4 anni morta giovedì 5 aprile agli Spedali Civili di Brescia a seguito delle complicanze di un’otite, dopo essere stata visitata in altri due ospedali. L’incarico è stato affidato a Francesco Ventura, medico legale dell’università di Genova, che ha condotto l’esame con due collaboratori, e ad Antonella Palmieri, esperta dell’istituto pediatrico Gaslini di Genova.
“Le operazioni peritali sono iniziate intorno alle 12 e poco dopo le 15 avevo in studio il nulla osta per la sepoltura della bambina, che è la cosa che interessava di più ai genitori. Potranno portare a casa la loro piccola domani mattina, oggi non sono riusciti per una questione burocratica”, spiega all’AdnKronos Salute il legale dei genitori di Nicole, Walter Ventura. I funerali dovrebbero tenersi venerdì a Gottolengo.
Quanto ai risultati dell’autopsia, “il Pm ha dato 90 giorni e, anche considerando la possibilità che il consulente chieda una proroga, penso ci vorranno alcuni mesi – chiarisce l’avvocato – Oggi erano presenti anche i difensori delle 15 persone raggiunte da avvisi di garanzia”, che sono i medici che si sono occupati della bambina lungo tutta la trafila seguita dalla mamma e dal papà di Nicole. “Tutti abbiamo nominato consulenti di fiducia”, spiega Ventura.
Prima di approdare agli Spedali Civili, i genitori hanno affrontato più tappe: si erano rivolti inizialmente al pediatra di famiglia perché la piccola aveva febbre e dolori al collo e alla testa e “questo li aveva spaventati. In base alla breve ricostruzione sommaria che abbiamo fatto, posso dire che loro hanno fatto il possibile per poter risolvere il problema, hanno seguito tutti i passi – dice il legale – Erano i primi di marzo quando si sono rivolti al pediatra per la prima volta, poi sono andati all’ospedale di Manerbio. Successivamente alla Poliambulanza di Brescia e, il giorno stesso senza neanche tornare a casa, ai Civili dove alla fine si è optato per una tac”, che ha rivelato la gravità della situazione.
“A quel punto si sono trovati circondati da 6-7 medici, tra cui il neurochirurgo, e non capivano più cosa stava succedendo”. Ieri intanto anche i Nas, che si sono mossi per verifiche, hanno contattato i genitori. “Ci auguriamo, all’esito della perizia, che si possa restringere il numero di persone per le quali si ipotizza una responsabilità”.


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