Crotone, ‘radiottività ambientale’: il sindaco chiude il castello al pubblico 

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Interdetto al pubblico lo storico castello Carlo V di Crotone. La decisione è stata presa dal sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese, in seguito alla certificazione dell’Arpacal sulla presenza all’interno della struttura di “radiottività ambientale”. L’allarme è partito da una iniziativa della senatrice pentastellata Margherita Corrado, che lo scorso 3 aprile ha inviato al sindaco “una segnalazione denuncia” con la quale ipotizzava la “presenza presunta” all’interno del castello, di fosforite, materiale derivante dalla produzione industriale.

Si tratta, come ha evidenziato la senatrice pentastellata nella sua missiva, di “minerale altamente nocivo poiché contiene uranio 238”. In seguito alla segnalazione della parlamentare il sindaco Pugliese ha avanzato “immediata richiesta all’Arpacal-dipartimento provinciale di Crotone per l’effettuazione di indagini radiometriche volte alla verifica di livelli di radiottività”.

Il sopralluogo dei tecnici dell’Arpacal è stato disposto immediatamente. Il 4 aprile scorso i tecnici Arpacal, spiegano, accompagnati da personale tecnico del Comune, hanno effettuato l’indagine. I risultati dicono che sono presenti “valori anomali di radioattività ambientale derivanti dalla presenza di meta silicati contenente Tenorm”.

Sulla base di questi risultati, Pugliese ha deciso di interdire l’accesso ai visitatori, emanando l’ordinanza sindacale n. 32, “in via cautelare, ma per scongiurare qualsiasi rischio per la salute e l’incolumità pubblica”. L’interdizione comprende anche la biblioteca comunale e il museo civico. L’ordinanza è stata inviata ovviamente al Mibact, essendo il castello proprietà del demanio dello Stato ramo storico-artistico in consegna alla Soprintendenza dei beni culturali della Calabria.