Gestione rifiuti: serve un piano nazionale con una risposta concreta 

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“Un piano nazionale per dare una risposta concreta ad un problema planetario. Partire dalla situazione del nostro Paese per proporre un sistema replicabile sia a livello locale sia globale”. Questo il modello preparato dal WAS, un gruppo di esperti sulla gestione dei rifiuti che risponde “in modo concreto e complessivo al problema della gestione dei rifiuti in Italia”.

Del gruppo fanno parte Althesys, le principali multiutility italiane e le associazioni di categoria con il supporto di Nestle’. La risposta al problema della gestione dei rifiuti, si legge in una nota di WAS, “diventa sempre piu’ urgente se la Cina si chiude all’importazione dei materiali recuperati dall’Europa e se, di conseguenza, l’obiettivo di Bruxelles per il 2030 diventa ancora piu’ sfidante”. L’obiettivo dell’Ue sul riciclo dei rifiuti urbani per il 2030 e’ infatti del 70%.

“In Italia partiamo da una base del 42%. Serve quindi una spinta sulla raccolta differenziata totale a livello nazionale”. Quello di Nestle’ e’ citato come caso virtuoso, “prendendo in considerazione l’intero ciclo del riciclo: nel 2017 in Italia ha avviato al riciclo, al riuso o al compostaggio oltre il 90% dei rifiuti prodotti nei siti produttivi grazie a un’attenta selezione alla raccolta e all’ottimizzazione della filiera. L’azienda e’ gia’ ben oltre l’obiettivo di una ipotetica strategia nazionale che mira a centrare gli obiettivi Ue“.

“Tutto questo – ha concluso Manuela Kron, direttore Corporate Affairs Nestle’ Italia – e’ uno degli indicatori del nostro impegno per ridurre il piu’ possibile l’impatto sull’ambiente delle nostre attivita’. I risultati raggiunti nel nostro Paese, inoltre, dimostrano concretamente che l’adozione di un modello di economia circolare consente ai nostri stabilimenti di ridurre in maniera significativa il nostro impatto ambientale, a favore delle generazioni future. Siamo orgogliosi di questo traguardo, reso possibile grazie al contributo di tutte le persone che operano nei nostri siti produttivi. Non manca pero’ il coinvolgimento dei consumatori per chiudere il cerchio: a livello globale, infatti, il nostro obiettivo e’ quello di rendere tutti gli imballaggi in plastica riciclabili o riutilizzabili al 100% entro il 2025″.